Breaking News

Profughi, Zaia e Lanzarin: “Non c’è più posto”

È davvero un’estate rovente, dal punto di vista dell’arrivo di migranti, quella che sta vivendo il Veneto. E sono i numeri a confermare questa situazione di emergenza, come spiegato dal presidente della Regione, Luca Zaia, e confermato dall’assessore al sociale e ai flussi migratori, Manuela Lanzarin. Con 10 mila 576 immigrati presenti al 14 luglio 2016, infatti, il Veneto è la quarta Regione italiana, dietro alla Lombardia (18 mila 013), alla Sicilia (14 mila 140) e alla Campania (10 mila 809).

“Il punto di rottura è stato raggiunto – ha spiegato Zaia -. In Veneto è stata superata ogni quota sinora imposta dal governo. Sto scrivendo una lettera al presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi, per dire basta: abbiamo dato con i 514 mila stranieri regolari accolti negli anni. Abbiamo dato con questi 10 mila 576 immigrati ospitati, due terzi dei quali in realtà sono finti profughi. Abbiamo dato, e chissà quale sarà il conto da pagare, con i circa 14 mila fantasmi, arrivati e scomparsi nel nulla, per un totale di circa 25 mila tra arrivati e presenti. La misura è colma, non siamo più disposti a far pagare ai territori gli errori di sottovalutazione e di improvvisazione commessi dall’Unione europea e dall’Italia”.

“Sapevamo – ha continuato – come sarebbe andata a finire e per questo dicemmo ‘No’ sin dal primo riparto nazionale che ci fu imposto. Invece eravamo e siamo pronti a dire ‘Sì’ ai veri profughi, quelli che fuggono da carestie, guerre, persecuzioni religiose o politiche, che sono non più di un terzo di quelli che arrivano sulle nostre coste”.

“Pretendiamo rispetto – ha concluso Zaia – e non vogliamo più dire ai nostri disoccupati, agli sfrattati per morosità, alle famiglie che faticano a far studiare i loro figli, ai pensionati che finiscono i soldi a metà mese, che per loro 35 euro al giorno non ci possono essere”.

“Il Veneto – ha ribadito Lanzarin, delegata da Zaia a rappresentare l’amministrazione regionale al tavolo per l’immigrazione – nonostante non abbia acconsentito al piano di riparto tra le Regioni imposto nel 2014, ha superato le quote massime nazionali assegnate dal Ministero degli interni. I dati confermano che la nostra Regione ha già dato e che non può accogliere ulteriori arrivi”.

“Parliamo – ha chiarito – di 24.827 persone accolte negli ultimi due anni, alle quali il sistema sanitario regionale ha garantito controlli di prevenzione sanitaria e offerto cure e assistenza. Inoltre, il sistema sociale ha dovuto occuparsi della problematica dei minori stranieri non accompagnati, individuando soluzioni alternative e più flessibili rispetto alle comunità, in modo da fronteggiare numeri in continua crescita ed aiutare gli enti locali, che ne sostengono l’onere”.

“Oggi – ha concluso Lanzarin – i profughi non sono più presenze di transito, come negli anni precedenti, ma rimangono qui, intrappolati tra frontiere chiuse e lentezze burocratiche, in attesa di permessi di asilo che probabilmente non potranno arrivare mai, dato che solo una minima parte è composta da profughi in fuga dalla Siria o da paesi in stato di guerra”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *