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Il nuovo corso di Popolare di Vicenza. Mion presidente

E’ cominciato oggi il nuovo corso, sotto le insegne del Fondo Atlante, per la Banca Popolare di Vicenza, che ora ha anche un nuovo Consiglio di amministrazione, con  Gianni Mion alla presidenza. Confermato Francesco Iorio come amministratore delegato. Tutto questo è stato ratificato oggi, dell’assemblea dei soci BpVi che si è tenuta presso la Fiera di Vicenza, la prima dopo la mancata quotazione in borsa e l’acquisizione della quasi totalità dell’istituto (99,33%) da parte del fondo controllato da Quaestio Sgr.

Gianni Mion
Gianni Mion

E’ stata un’assemblea tesa, durante la quale non sono mancate le contestazioni, espressione del malcontento di tanti risparmiatori che hanno perso i sudati risparmi di una vita dando la loro fiducia a chi non la meritava. La passata gestione della banca, responsabile della crisi e del crollo del valore delle azioni, era, naturalmente, del tutto assente oggi, e in generale erano pochi i soci presenti, 336 in tutto i votanti, molti dei quali per delega. Le contestazioni sono state soprattutto indirizzate a Francesco Iorio, al quale alcuni hanno ricordato che ci sono stati due morti, due suicidi che sarebbero stati causati anche dalla disperazione per la perdita degli investimenti.

L’amministratore delegato della Popolare, da parte sua, ha ricordato la complessa situazione in cui da tempo si muove il sistema bancario italiano. Nulla di concreto invece è emerso a proposito del risarcimento, promesso a suo tempo da Iorio, nei confronti dei risparmiatori scavalcati, ovvero coloro che avevano chiesto, prima del crollo delle azioni, di poter vendere i loro pacchetti azionari ma che non furono esauditi. Così non era stato invece per altri azionisti privilegiati, per lo più nomi altisonanti dell’imprenditoria vicentina e veneta, e di qui lo… “scavalco”.

Quanto alla situazione attuale della banca, durante l’assemblea è stato ricordato che, con l’intervento di Atlante, la Banca Popolare di Vicenza è ora molto capitalizzata e che l’aumento di capitale da 1,5 miliardi è un presupposto che consentirà un rilancio. Ci sarebbe inoltre la volontà di “far partecipare i vecchi soci alla creazione di valore”, e coloro che non sono compromessi con le passate gestioni, negli intendimenti di Quaestio, ed in particolare di Alessandro Penati, suo presidente, potrebbero avere il diritto di acquistare le azioni a 0,10 euro, cioè al prezzo pagato da Atlante, a prescindere dal loro valore futuro.

I rappresentanti dei piccoli risparmiatori invece, a cominciare dalle associazioni dei consumatori e dall’associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”, hanno chiesto che si proceda subito con le azioni di responsabilità nei confronti dei vertici passati della Banca, a cominciare dall’ex presidente Gianni Zonin che, sia detto per inciso, avrebbe già ceduto la gran parte del suo patrimonio personale ai figli. L’impressione infatti è che più si aspetta e più difficile sarà recuperare qualcosa.

Infine, ecco la composizione del nuovo consiglio di amministrazione di Banca Popolare di Vicenza, eletto questa mattina all’unanimità. Era in realtà già stata ampiamente annunciata, così come Quaestio aveva già assicurato che al nuovo Cda sarebbe stato chiesto di procedere senza indugio proprio con quella azione di responsabilità chiesta così a gran voce da tanti. Come dicevamo in apertura il nuovo presidente di BpVi è Gianni Mion, già top manager del gruppo Benetton, mentre Iorio è confermato nella carica di amministratore delegato. Gli altri sono: Salvatore Bragantini, che avrà la carica di vice presidente, Niccolò Abriani, Luigi Arturo Bianchi, Marco Bolgiani, Carlo Carraro, Rosa Cipriotti, Massimo Ferrari, Francesco Micheli, e Alessandro Pansa.

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