Breaking News
Lavoratori Miteni, firmato l'accordo per la Cigs

Pfas, porte aperte alla Miteni. La visitano in 200

Sono state circa duecento le persone che hanno visitato ieri lo stabilimento Miteni di Trissino, nel corso dell’iniziativa intitolata “Porte aperte”. Suddivise in 25 gruppi, hanno visitato le aree di produzione e di ricerca. Le domande fatte ai tecnici hanno riguardato in particolare l’utilizzo delle molecole prodotte nello stabilimento e la sicurezza per l’ambiente. Questo naturalmente, a seguito della vasta esposizione mediatica che ha interessato l’azienda per via dell’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (Pfas), inquinamento che in molti ritengono abbia avuto origine, in passato, proprio dalla Miteni.

Antonio Nardone
Antonio Nardone

L’iniziativa Porte aperte è stata, ha ricordato l’azienda, una azione concreta di dialogo e trasparenza ha così commentato. “Siamo veramente soddisfatti – ha sottolineato l’amministratore delegato Antonio Nardone – di questa occasione di incontro con chi ha voluto approfondire la conoscenza sulla nostra attività. Sono convinto che mettere a disposizione delle persone, del territorio e delle istituzioni la nostra conoscenza sia il modo migliore di superare preoccupazioni e diffidenze”.

Nardone ha poi voluto commentare le notizie che riguardano l’obbligo, imposto dal ministero dell’Ambiente alla Regione Veneto, di applicare i limiti per i Pfas, deliberato nell’autorizzazione ai consorzi di bonifica di pochi giorni fa, con effetto immediato e non a partire dal 2020.

“L’imposizione di limiti per i Pfas a catena corta così restrittivi – ha detto -, i più restrittivi del mondo, da un giorno con l’altro può provocare la sospensione della produzione. Un problema che coinvolge Miteni ma che riguarda decine di aziende del territorio. Ci troviamo di fronte a un’inspiegabile contraddizione con la imposizione di regole diverse per il Veneto fatte dallo stesso ministero dell’Ambiente che pochi giorni fa aveva emanato un decreto con valori per le sostanze Pfas del tutto diversi, recepiti da una direttiva europea. E’ evidente che qualcosa non funziona. In questo modo le aziende del Veneto vengono irrazionalmente penalizzate minandone la competitività rispetto al resto del mondo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *