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Autoanalisi sui Pfas

Pfas, Cappelletti (M5S): “Che fanno Regione e Ministero?”

“La risposta ottenuta dal sottosegretario alla salute De Filippo alla nostra interrogazione non ci soddisfa. Avevamo chiesto le risultanze del biomonitoraggio eseguito sulla popolazione maggiormente esposta, ma non abbiamo ottenuto alcuna informazione in più rispetto a quelle già in nostro possesso. Non ci hanno fornito i risultati disaggregati divisi comune per comune e per fasce d’età”. Sono parole di Enrico cappelletti, senatore vicentino del Movimento 5 Stelle e primo firmatario della interrogazione presentata a febbraio alla quale il Ministero ha risposto, nei giorni scorsi, in Commissione Sanità, al Senato.

“È una non risposta – ha aggiunto Cappelletti -. Considerata la gravità e l’estensione del problema, ci aspettavamo una maggiore collaborazione, ma evidentemente il ministro non ha il polso della situazione, ed ancora una volta vengono nascosti i dati sulla reale contaminazione da Pfas. Durante la seduta in commissione, il sottosegretario del Ministero della salute, De Filippo, aveva annunciato che mi avrebbe dato copia della relazione dell’Istituto superiore di sanità. La cosa mi aveva fatto ben sperare. Ma in realtà era solo una copia del suo intervento, che nulla ha aggiunto. Ma noi non demordiamo, e continueremo a chiedere le informazioni finché non le otterremo”.

“E c’è dell’altro – continua il senatore M5S – abbiamo potuto visionare il piano Miso (Messa in sicurezza operativa) della Miteni ed anche su questo abbiamo molte perplessità. I pozzi a valle della Miteni sono a tutt’oggi inquinati e, stranamente, non ci sono le analisi di alcuni pozzi cruciali. Stiamo aspettando inoltre i limiti che il depuratore di Trissino ha imposto allo scarico di Pfas alla Miteni. Pare infatti che per i nuovi composti a quattro atomi (Pfba e Pfbs) il depuratore abbia fissato come limite allo scarico la stessa quantità dell’anno precedente, Sarebbe un innegabile, quanto inatteso, aiuto all’azienda, che, lo ricordiamo, oggi produce proprio questi nuovi composti”.

“Rimangono dunque sul tavolo – conclude Cappelletti – tutte le principali questioni: quanto tempo ancora i cittadini veneti dovranno aspettare per conoscere il loro reale rischio sanitario? quanto tempo ancora i cittadini veneti dovranno aspettare per conoscere il loro reale rischio sanitario? Quanto tempo deve ancora passare perché la Miteni divenga una azienda ad impatto zero sul territorio? Cosa aspettano, la Regione Veneto ed i ministeri competenti, ad introdurre i valori soglia, attesi da tutti i cittadini esposti alla contaminazione ed ora attesi perfino dalle procure?”

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