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Pedemontana, il j’accuse di Confindustria Vicenza

“Sul tema del completamento della Pedemontana stiamo raccogliendo, in questi giorni, le preoccupazioni che ci esprimono le aziende del territorio, alcune delle quali hanno voluto anche intervenire nel dibattito pubblico in prima persona. In rappresentanza del sistema industriale vicentino, ribadiamo la necessità di superare al più presto l’attuale situazione di stallo. Il sentimento delle imprese è unanime: non realizzare quest’opera porterebbe a ricadute drammatiche sulle aziende e, inevitabilmente, anche sull’occupazione”

C’è preoccupazione in queste parole, pronunciate da  Gaetano Marangoni, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega al territorio, che mette in guardia sul rischio che si corre, un rischio che “non riguarda solo le imprese collocate in prossimità del nuovo tracciato stradale – sottolinea -, ma le migliaia che si trovano nell’area pedemontana, quelle del relativo indotto e della corrispondente filiera. Chi ha la responsabilità di questa infrastruttura deve esserne cosciente. Da parte nostra stiamo portando queste preoccupazioni sui tavoli di competenza”.

Ed infatti, nella sede di Confindustria Vicenza si è tenuto un incontro tra il commissario straordinario della Superstrada Pedemontana, Silvano Vernizzi, i rappresentanti del concessionario Sis e le imprese vicentine e trevigiane impegnate nei cantieri della superstrada. “Va innanzitutto dato atto – riprende Marangoni – che le imprese locali, impegnate nei subappalti e nelle forniture, pur segnalando le difficoltà provocate dai ritardi negli incassi di quanto loro dovuto, si sono per prime dette convinte che l’opera debba essere completata. A loro volta i rappresentanti della Sis hanno riconosciuto la collaborazione fin qui offerta dalle imprese locali, ammettendo alcune difficoltà nelle tempistiche dei pagamenti ma assicurando il massimo impegno nell’attivare linee di credito ponte nell’attesa del perfezionamento del project bond che dovrebbe assicurare l’integrale finanziamento dell’opera”.

“Quanto poi – prosegue il vicepresidente di Confindustria Vicenza – alla querelle di questi giorni circa la sostenibilità finanziaria dell’opera e sul paventato rischio di penali miliardarie a carico della Regione, il tutto basato su presunte stime sui flussi di traffico in possesso di Cassa depositi e prestiti, rimaniamo attoniti sia per la forma, sia per la sostanza del problema. Riguardo alla forma, non avendo ragioni per dubitare su quanto detto dal presidente Zaia e dal commissario Vernizzi, appare irresponsabile che il governo formuli critiche così pesanti a mezzo stampa, senza aver prima fornito gli elementi tecnici e giuridici a supporto e aver attivato un approfondito, quanto riservato, contraddittorio sull’intera questione. Non occorre essere esperti di finanza per sapere che gli stessi investitori che hanno manifestato a JpMorgan la disponibilità a sottoscrivere l’intera emissione dei project bond per il finanziamento della superstrada, potrebbero cambiare idea per il solo clamore mediatico sui presunti nuovi dati sul traffico e quindi sulle previsioni dei ricavi da pedaggio”.

“E qui veniamo al merito della questione – sottolinea Marangoni – perché, ribadito il fatto che, secondo Zaia e Vernizzi, non è stato loro ancora fornito uno studio degno di questo nome che documenti come si sia giunti a stimare il presunto traffico sulla Pedemontana Veneta in poco più di 10 mila veicoli giorno, sono gli stessi numeri apparsi sulla stampa ad apparire del tutto inverosimili. Chi conosce l’area pedemontana, conosce anche il pullulare di realtà produttive nella zona, il numero e la frequenza dei traffici all’interno dell’area e tra questa e le direttrici nazionali e internazionali. Una volta realizzata, la Pedemontana consentirà a quest’area, che è la più industrializzata del Veneto e quindi dell’intero Paese, di essere in rete con le principali direttrici di comunicazione ovest-est e nord-sud, collegandola agevolmente con la A4, la A31 e la A22. Com’è quindi pensabile che questa infrastruttura, che il Veneto invoca da almeno trent’anni, finisca per avere volumi di traffico che negli stessi territori raggiungono numerose strade provinciali?”.

“Se i numeri degli studi in mano di governo e Cassa depositi e prestiti sono quelli apparsi sulla stampa, forse a pensar male ci si azzecca, e l’obiettivo perseguito non è tanto l’altruistica preoccupazione per i bilanci della Regione Veneto, ma ben più prosaiche finalità politiche, magari alimentate da volontà di rivalsa di qualche potentato imprenditoriale che mal tollera l’allargamento della concorrenza sulle grandi infrastrutture del Paese”.

“Ci auguriamo che nell’incontro in programma venerdì a Mestre con il commissario straordinario Vernizzi prevalga la volontà di risolvere la questione e giungere a uno sblocco dell’impasse. C’è tutto un sistema produttivo del Nordest che aspetta da decenni quest’opera per dare sbocco a una viabilità congestionata che non regge più ai flussi di traffico delle merci. Un tessuto di imprese che ha fatto i salti mortali in questi anni per sopportare la lunga crisi e che adesso non può accettare di subire l’affronto finale di un blocco dei cantieri della Pedemontana”.

Il vicepresidente di Confindustria Vicenza manda infine un chiaro segnale a Roma. “Ci aspettiamo dal Governo – avverte – un intervento deciso che metta fine a questo balletto, ridicolo e incomprensibile, e dica chiaro e forte che la Pedemontana non si può fermare. Sarebbe un insulto insopportabile al Veneto, che non può e non deve subire un affronto del genere. Non si gioca sulla pelle dei veneti delle imprese venete”.

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