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Nomadi, Schio cambia musica dopo la sparatoria

Si torna a parlare della sparatoria di Thiene, che lo scorso 23 giugno ha visto coinvolte due famiglie nomadi, di origine Sinti, residenti a Schio e che è costata la vita ad un uomo di 51 anni, Davide Kari. Questa volta, però, l’accento non viene posto sulla questione della sicurezza, come ha fatto, ad esempio, il movimento Forza Nuova, con la manifestazione di ieri sera, ma su un aspetto che riguarda di più il rapporto tra i cittadini e le minoranze nomadi, con un loro possibile inserimento nel tessuto sociale.

Tutta la faccenda ha infatti sollevato più di qualche polemica dopo che si è saputo che alcune famiglie collegate al fatto di sangue, risultavano assegnatarie di un alloggio di edilizia popolare nel comune scledense. Era stato loro assegnato, proprio per favorirne l’integrazione, dalla precedente amministrazione scledense, di centro sinistra, guida dal sindaco Luigi Dalla Via. L’attuale sindaco di Schio invece, Valter Orsi (centro destra e Lega Nord), ha ora reso noto di aver preso alcuni alcuni provvedimenti che sono stati presi.

“Innanzitutto – ha sottolineato Orsi – è stata inviata una lettera alla tutela minori presso la Ulss per chiedere informazioni sui quattro minori che fanno parte dei nuclei familiari L.H. e C.H., dato che non si hanno notizie in merito. E stato anche avviato il procedimento di richiesta all’Ater per rimetter mano ai criteri di affidamento degli appartamenti e quindi la decadenza dell’alloggio dato al nucleo familiare di L.H.”

“Infine – ha concluso Orsi – visto che si sono presentate le condizioni tecniche per farlo, il Comune ha avviato il procedimento nei confronti del nucleo familiare di C.H. per la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio comunale concessogli in passato”.

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