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La filarmonica di Crosara
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Marostica suona e canta ai Carmini

Da domenica 17 luglio, torna “Marostica suona e canta ai Carmini”, una rassegna composta da quattro concerti dedicati alla musica corale, classica e blues, ospitata in uno degli angoli più affascinanti della città, vale a dire il complesso della chiesa e della scalinata dei Carmini.

Per quanto riguarda il programma degli appuntamenti, si partirà, come detto, domenica 17, nella chiesa dei Carmini, con una esibizione della “Bishop Thomas Grant school chapel choir”, una formazione inglese composta da trentanove coristi, tra gli 11 e i 18 anni, diretta da Suzanne Poole, Simon Beston e Harvey Eagles, che proporrà un repertorio di musica corale sacra e profana dal Rinascimento fino ad oggi.

Per il secondo concerto, in programma mercoledì 20 alla scalinata dei Carmini, il coro Ana Marostica, i cantori di Marostica  e l’associazione DanzaMarostica, con la voce recitante Laura Primon, proporranno “Sulla scalinata fra i broli … nuovo canto dell’anima, per non dimenticare”. Si tratta di uno spettacolo di canti, danza e testi recitati sul filo della memoria della Grande guerra e dei più importanti temi attuali del vivere umano e sociale.

Mercoledì 27, sempre alla scalinata dei Carmini, la band cittadina Silverblues Band proporrà “A Midsummer Night’s Blues”, un dialogo sul blues, interpretato da Maurizio Bassetto, Claudio Mattesco, Chiara Petucco, Sebastiano Petucco e Teobaldo Tassotti.

Chiuderà la rassegna, sabato 30, ancora nella scalinata dei Carmini, il “Concerto di mezza estate”, un appuntamento tradizionale con la filarmonica di Crosara Marostica. Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito e inizieranno alle 21.15. In casa di maltempo gli eventi si terranno nella sala polifunzionale dell’oratorio Don Bosco.

“La rassegna – ha spiegato il sindaco, Marica Dalla Valle – celebra una delle feste più antiche di Marostica in uno dei luoghi più suggestivi del centro storico, il complesso della Chiesa e della scalinata dei Carmini, recentemente interessati da un importante intervento di restauro. Si tratta di un appuntamento molto sentito dai marosticensi e di una tradizione che merita di essere salvaguardata”.

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