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Il carcere di Vicenza
Il carcere di Vicenza

Il ministro inaugura la nuova ala del carcere di Vicenza

Inaugurato oggi il nuovo padiglione del carcere San Pio X di Vicenza. La cosa è avvenuta per altro alla presenza del ministro della giustizia Andrea Orlando, che ha anche visitato il tribunale ed incontrato magistrati e categorie produttive, ma anche tra le proteste di vario segno, sia pacate nei toni ma ferme nella sostanza, come quelle dei sindacati, sia più forti e clamorose, come quelle di un gruppo di esponenti dell’area antagonista che ieri hanno fatto un blitz nella zona del tribunale vicentino. I manifestanti hanno anche bloccato per un po’ la circolazione stradale nell’area, esponendo striscioni e scandendo slogan. Da ricordare anche la buona notizia, data nei giorni scorsi, dell’arrivo di nuovi magistrati negli uffici giudizi berici.

Andrea Orlando
Andrea Orlando

Tornando invece a parlare del San Pio X, i sindacati da tempo denunciano la situazione insostenibile del carcere di Vicenza, ricordando la carenza di personale e le difficoltà che sono destinate ad aumentare con il nuovo padiglione inaugurato oggi e l’aumento del numero di detenuti. Sull’argomento sono internvenute in queste ore la Funzione pubblica della Cgil, attraverso il segretario Agostino Di Maria, e la Fns Cisl, (Federazione nazionale sicurezza) concordi nel sottolineare come sarebbe stato meglio riqualificare l’esistente piuttosto che andare ad ampliamenti ai quali non corrisponderà un adeguamento dell’organico.

“Come Fp Cgil – scrive Di Maria in una nota – ci chiediamo a cosa serva la costruzione di nuovi spazi e di nuovi carceri quando molte strutture esistenti sono fatiscenti. Riteniamo più utile impegnare le risorse economiche sia nell’assunzione di risorse umane, che mancano sia nella polizia penitenziaria che nel comparto ministeri, sia nell’adeguamento alle norme della struttura esistente. La sede attuale della Casa circondariale di Vicenza non risponde più alle norme di sicurezza richieste, e lo denunciamo da tempo. La caserma del personale è tutta da rifare, poiché ci sono infiltrazioni d’acqua, muffa, le porte non reggono, non ci sono soldi neanche per comperare lampadine e altro che serve. Nella portineria, quando piove, entra acqua, la sala operativa è invivibile. Se i soldi spesi nel nuovo padiglione fossero andatio nelle sistemazioni sarebbe stato meglio”.

Inoltre, non riusciamo a capire tutta questa fretta del governo di inaugurare padiglioni o strutture carcerarie per contenere, nelle nostre già precarie carceri, altre persone. Il costo di un detenuto, per i cittadini è stimato in circa 350 euro giornalieri. Sarebbe meno costoso affidare un detenuto al lavoro esterno, e ci sarebbe riparazione del danno. La situazione strutturale di Vicenza è drammatica, anche per quanto riguarda il personale: sia per il comparto sicurezza che per il comparto ministeri: in entrambi i comparti vi è mancanza di personale. Molti poliziotti a Vicenza sono posti in distacco in uscita presso altre sedi. L’inaugurazione del nuovo padiglione presuppone l’utilizzo con arrivo di nuovi detenuti ma, senza il personale operativo necessario, sarà una debacle per lo Stato. Al ministro come Fp Cgil chiediamo la revisione delle dotazioni organiche extramoenia e di incrementare il personale di entrambi i comparti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, come dicevamo, anche Fns Cisl, che denuncia da tempo le pesanti carenze strutturali, le precarie condizioni igieniche, la carenza di personale e soprattutto per la mancanza delle condizioni minime di sicurezza del carcere vicentino. “L’apertura della nuova ala – commenta il segretario regionale Giuseppe Terracciano -, destinata ad accogliere circa 200 detenuti, porterà l’istituto al collasso. Il personale gravato di una carenza di organico di quasi il 20%, riesce a malapena e con grande sacrificio a garantire l’espletamento del mandato istituzionale a fronte della presenza ad oggi di 220 detenuti, lasciamo immaginare cosa comporterebbe un incremento in pochi mesi del 100% della popolazione detenuta”.

“Nondimeno – continua il sindacalista Cisl – bisogna anche aggiungere che l’apertura coincide con il piano ferie del personale e quindi con una conseguente riduzione del personale del 25% dell’organico. Appare quindi auspicabile che l’effettiva messa in operatività della nuova struttura avvenga solo in presenza di un adeguata aliquota di personale necessario a garantire la struttura e il territorio circostante. La circostanza si pone oggi con maggiore urgenza visto anche gli episodi di violenza delle scorse settimane che hanno messo a grave rischio la sicurezza e l’incolumità del personale e della popolazione detenuta”.

“In alternativa – conclude Terracciano -, la Cisl chiede che l’apertura della struttura avvenga in concomitanza con la chiusura del vecchio istituto, al fine di avviare una poderosa opera di ristrutturazione e messa a norma delle sezioni detentive, adeguamento dei luoghi di lavoro destinati al personale della polizia penitenziaria affinché siano rispondenti alle nuove modalità operative della sorveglianza dinamica. Anche nel caso di opere realizzate in economia sollecitiamo l’amministrazione penitenziaria a garantire gli interventi con adeguate certificazione di conformità laddove siano previste”.

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