Breaking News

I sindaci vicentini si stringono attorno a Recoaro

“Chiediamo che nello stabilimento di Recoaro venga garantita la produzione non solo dell’acqua oligominerale, ma anche dei prodotti con marchio Recoaro, quali Gingerino e Acqua Brillante”. E’ quanto si legge, in estrema sintesi, nella lettera che 110 sindaci del vicentino hanno sottoscritto ed inviato alla Nestlè, in italiano e in inglese, sulla trattativa in corso avviata dal Gruppo San Pellegrino per la cessione dello stabilimento.

L’obiettivo, naturalmente, è quello di  scongiurare il rischio che la produzione degli storici marchi sia portata altrove. I sindaci firmatari hanno così raccolto l’invito in questo senso del presidente dell’Area vasta di Vicenza, Achille Variati, dando così il via ad una sorta di mobilitazione in difesa del Comune di Recoaro Terme e della sua economia

“Acqua Recoaro, Gingerino Recoaro e Acqua Brillante Recoaro – ha ricordato Variati – rappresentano la sintesi e l’equilibrio armonico tra le risorse naturali che quel territorio offre e l’alta professionalità lavorativa che la gente di Recoaro è in grado di esprimere. Non si tratta dunque della semplice compravendita tra privati, ma di una trattativa che ha nel suo oggetto, nel bene materiale ed immateriale in vendita, il suo stesso territorio, la sua storia e i suoi significati”.

Una preoccupazione, quella dei primi cittadini, ribadita dopo l’incontro di sette giorni fa al Teatro Comunale del centro termale, ai piedi delle Piccole Dolomiti, e che dovrebbe trovare, si spera, orecchie attente anche nelle sedi della multinazionale. “Un fattivo percorso di condivisione – conclude Variati – può infatti consentire di creare le premesse di un nuovo sviluppo per Recoaro e a voi di confermare con ancora più forza i principi su cui si fonda una grande realtà industriale qual’è il Gruppo Nestlè San Pellegrino”.

Al tavolo della trattativa, dunque, ci sarà idealmente tutta una Provincia pronta a sostenere le rivendicazioni di un territorio ferito ma orgoglioso. E l’azione del sindaco recoarese, Giovanni Ceola, ritrovatosi a combattere questa battaglia per la sopravvivenza con il sostegno quasi completo dei suoi colleghi. In un’ottica, certamente nuova, di collaborazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *