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Erosione costiera, Bottacin: “Servono finanziamenti’’

L’erosione costiera è un vero problema ambientale, che va anche ad interferire con settori strategici per il Veneto come la pesca e il turismo. La Regione ha incaricato il Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’Università di Padova di predisporre uno studio per capire le criticità in atto e le possibili soluzioni per la difesa del litorale.

“Oggi – ha sottolineato l’assessore regionale alle difesa del suolo Gianpaolo Bottacin presentando i risultati dello studio – possiamo dire di avere uno strumento pianificatorio con cui cercare di governare gli eventi, ma la manutenzione va fatta. I ripascimenti delle spiagge, infatti, sia quelli strutturali di lunga durata sia quelli annuali di manutenzione, sono imprescindibili e non sono soldi buttati. Gli interventi infrastrutturali, come i pennelli o le barriere sommerse, possono servire a ridurre la frequenza dei ripascimenti manutentivi ma questi vanno comunque considerati una necessità e devono essere fatti”.

Lo studio, condotto da Piero Ruol, professore del Dipartimento di ingegneria civile dell’ateneo padovano, ha suddiviso la costa veneta in venti celle. Per ciascuna è stato valutato il trend evolutivo e sono state evidenziate le criticità, fornendo un quadro generale basato su misure, rilievi e calcoli omogenei per tutta la regione, utile ad una strategia unitaria di pianificazione degli interventi da effettuare. Nella prima parte dello studio sono stati analizzati il moto ondoso, la subsidenza, il trasporto solido litoraneo e fluviale, il rischio di allagamento costiero e le modifiche dovute ai cambiamenti climatici.

La seconda parte, invece, è dedicata agli interventi di difesa, in un arco temporale di media durata, 5-10 anni, sulla base di una mappa di priorità che risulta dalla somma dei diversi indici di criticità riscontrati sui litorali veneti. L’approvvigionamento per la manutenzione annuale può essere garantito dalla risorsa sabbiosa della fascia costiera, in grado di fornire circa 320 mila metri cubi l’anno, e da cave in mare che hanno una maggiore disponibilità di materiale sabbioso ma più costoso.

La spesa totale prevista è di 51 milioni di euro per gli interventi strutturali, ai quali vanno aggiunti 5 milioni all’anno per le manutenzioni, per le quali si prevede un fabbisogno di circa 530 mila metri cubi. di sabbia. “I costi per l’attuazione del piano – ha continuato Bottacin – sono impegnativi, ma contiamo sull’impegno preso tempo fa a Bibione fa dal ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, il quale ha detto che finanzierà iniziative progettuali serie per la tutela della costa”.

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