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Donazzan: “Tagli alla scuola diversi tra Nord e Sud”

Torna sui tagli al personale docente, l’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, dopo l’intervento di un paio di giorni fa, nel quale spiegava come, confrontando i posti richiesti dall’ufficio scolastico regionale del Veneto e quelli invece autorizzati dal Ministero dell’istruzione per soddisfare il funzionamento delle scuole statali nel prossimo anno scolastico ci fosse una discrepanza di 473 posti. Si tratta di cattedre che sarebbero molto utili per sdoppiare le classi sovraffollate e le pluriclassi fuori parametro, garantire il tempo pieno, dare il doppio turno alle sezioni dell’infanzia.

In questa occasione, Donazzan fa il punto sulla diversità di trattamento che il governo centrale parrebbe riservare alle Regioni del sud rispetto a quelle del nord Italia. “Da anni – ha infatti sottolineato – segnaliamo uno sbilanciamento tra le scuole del nord e quelle del sud che molto spesso, purtroppo, non rispettano i parametri. La conseguenza è che, anche nell’ambito dell’istruzione, le Regioni virtuose vengono bastonate a discapito di quelle che non promuovono un atteggiamento responsabile”.

“Solo per fare un esempio – ha continuato – in termini di popolazione scolastica, la Sicilia ha avuto un calo di 10.235 alunni e la Campania di 11.524 per il prossimo anno scolastico. Questo significa che queste regioni avrebbero dovuto avere un taglio di personale docente di almeno 750 unità ciascuna. E invece, per loro, il taglio di posti è stato molto inferiore, rispettivamente novanta e cento unità”.

Proprio per discutere dell’assegnazione del personale docente in Veneto per l’anno scolastico 2016/2017, ritenuta insufficiente, Donazzan ha convocato per domani, a Venezia, un tavolo di confronto con il direttore generale dell’ufficio scolastico del Veneto, con i presidenti regionali di Upi e Anci Veneto e con i segretari regionali dei sindacati della scuola, anche per creare un’importante ed utile occasione di scambio.

“Anci e Upi – ha concluso – siedono in Conferenza Stato-Regioni e auspico che anche loro sollevino la questione con fermezza e determinazione, nei confronti delle decisioni di un governo che della cosiddetta buona scuola si è riempito la bocca, ma che di fatto sembra non rispondere alle esigenze primarie dei singoli territori. Questi sono gli effetti deleteri del centralismo promosso da Renzi. Confido quindi, come auspicato dal presidente della Regione, Luca Zaia, nel referendum sull’autonomia e spero che in questa battaglia anche i sindacati giochino un ruolo importante, per permettere al Veneto di continuare ad essere la regione virtuosa riconosciuta in tutta Italia”.

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