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Confindustria: “Speculazione sul dispacciamento elettrico”

Quasi un miliardo di euro di costi aggiuntivi in tre mesi. E’ questa la stima dell’effetto che potrebbe prodursi sulle bollette energetiche delle imprese e delle famiglie italiane a causa delle mosse speculative che alcuni operatori energetici hanno fatto di recente sul mercato, provocando uno sproporzionato aumento dei cosiddetti “oneri di dispacciamento”. A denunciare il problema, e a mettersi in moto per bloccarne le dannose conseguenze economiche su aziende e consumatori, è stato il Coordinamento Consorzi Energia, l’associazione che fa capo a Confindustria e unisce una trentina di consorzi energia in tutta Italia. Il Coordinamento si è accorto di ciò che stava accadendo e ha sollevato il caso negli ambienti politici e istituzionali, con un’azione di lobby che ha già prodotto i primi risultati positivi sia per il mondo produttivo che per i privati.

Un ruolo in questa azione lo sta avendo anche Energindustria, il consorzio energia di Confindustria Vicenza, presieduto da Carlo Brunetti, che è anche membro di giunta del Coordinamento Consorzi Energia. Energindustria, svolgendo così anche un’azione positiva di lobby, si è fatta portavoce delle imprese del territorio per la riduzione degli oneri applicati in bolletta in aggiunta al costo della ‘materia prima’ energia elettrica.

“Come Coordinamento abbiamo inviato una lettera al ministro dello sviluppo economico Calenda, all’Autorità per l’Energia elettrica e il gas e alle forze politiche per segnalare il problema – spiega Brunetti –. Al centro del caso c’è il cosiddetto mercato del dispacciamento e degli sbilanciamenti, ossia il sistema gestito da Terna che consente di tenere in equilibrio a livello nazionale la domanda di energia elettrica con la produzione delle centrali. Il sistema presenta delle criticità, che consentono manovre come quelle messe in atto da alcuni operatori: con il mese di aprile, in sostanza, si sono determinati dei fattori di speculazione con alcune centrali tradizionali che non hanno reso disponibile l’energia elettrica in determinate ore del giorno per garantire l’equilibrio della rete, e quindi i prezzi di mercato si sono impennati. La stessa Autorithy ha contestato il tentativo di creare uno sbilanciamento domanda-offerta, costringendo Terna a intervenire finendo col pagare l’energia più cara. Il risultato è un aggravio stimato in quasi un miliardo, tra aprile e giugno, che andrà a ricadere nelle bollette di energia elettrica a partire da luglio per le utenze industriali ma anche in ambito domestico. Si ipotizza un maggior costo fino a circa 10 euro per Mwh, anche se il dato finale non è ancora noto”.

A fronte di questa situazione, il Coordinamento si è rivolto direttamente al ministro Calenda, all’Autorità e alle forze politiche, denunciando la pratica in atto e le sue conseguenze. “Abbiamo inviato una lettera chiedendo con forza che questi fenomeni speculativi abbiano termine – spiega Brunetti -, ma soprattutto abbiamo sottolineato la necessità di un progetto di riforma complessiva del mercato elettrico, così come presentato da Confindustria al Ministero e all’Autorità a fine 2015. A seguito della denuncia, Terna ha ottenuto interventi correttivi anche se non risolutivi in maniera sistematica. Quasi tutte le forze politiche interpellate si sono fatte promotrici per chiedere delucidazioni al governo e all’Autorità e quali siano le azioni affinché non vengano attribuiti ai consumatori tali importi qualora siano stati illecitamente percepiti. L’Autorità ha avviato un procedimento intimando la cessazione immediata delle condotte anomale in corso, prevedendo l’eventuale adozione di altre misure e, nel caso, di procedimenti sanzionatori per l’accertamento di eventuali violazioni del regolamento europeo sull’integrità e sulla trasparenza dei mercati energetici all’ingrosso”.

Anche Energindustria, tramite il Coordinamento, ha partecipato alla discussione della nuova delibera che l’Autorità si appresta a varare per rivedere la disciplina degli sbilanciamenti e gli interventi prioritari da adottare per evitare i fenomeni speculativi che si sono verificati. “Chiediamo al ministro Calenda di farsi promotore di un celere avvio dei lavori e di una rapida implementazione della riforma – continua Brunetti -. La riforma complessiva sarà però questione di anni e per i consumatori sono indispensabili interventi urgenti. L’Autorità ha precisato che i comportamenti speculativi sono sostanzialmente cessati, ma il timore è che sia una pausa prima di una possibile tempesta e il presidente del Coordinamento Consorzi, Bruseschi, ha chiesto con forza che l’Antitrust intervenga per verificare la correttezza del mercato”.

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