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Confartigianato verso il welfare aziendale nelle Pmi

Strumenti innovativi che possano favorire le pari opportunità nelle piccole e medie imprese. E’ il progetto “Modelli e strumenti di welfare aziendale per le comunità di piccole imprese” promosso dal Cesar, l’ente di formazione di Confartigianato Vicenza, che la Regione Veneto finanzia attraverso il bando “Pari opportunità nel lavoro che cambia”. Tutto questo per avviare una articolata sperimentazione di sistemi di conciliazione tra lavoro e famiglia. All’iniziativa aderiscono, a oggi, 66 aziende di diverse province, ma si prevede che almeno altre 20 si uniranno.

Il progetto può contare su una rete regionale che unisce pubblico e privato, i cui partner operativi sono, fra gli altri, le Confartigianato di Vicenza, Padova, Treviso, Verona, la Cisl e la Uil vicentine, la Consigliera di pari opportunità della Provincia di Vicenza e alcuni enti locali come l’Unione Montana Astico ed i comuni di Asiago, Foza, Enego, Conco e Schio. Si svilupperà su due anni, con un percorso articolato teso a promuovere modelli di conciliazione fra i tempi del lavoro e quelli dedicati alla famiglia, accompagnando le imprese verso azioni di welfare aziendale.

“È la prima volta – sottolinea Tiziana Pettenuzzo, direttrice del Cesar – che nella nostra regione così tante imprese di piccole e medie dimensioni sperimentano un nuovo sistema di welfare. In senso più ampio, con questo progetto miriamo a valorizzare le differenze in azienda. Si tratta di un cambiamento prima di tutto culturale, perché cambia il modo di vivere l’impresa. Proprio le Pmi e gli imprenditori ne saranno i protagonisti. Avere collaboratori qualificati e motivati è fondamentale per il successo di un’attività, e la soddisfazione dei collaboratori dipende soprattutto dalla misura in cui essi riescono a conciliare la professione, la famiglia e il tempo libero”.

“Un imprenditore che offra a se stesso e ai suoi collaboratori condizioni di lavoro family friendly – conclude Pettenuzzo -, costruisce un importante incentivo alla motivazione, che a lungo termine sarà sempre vantaggioso per la ditta. Questa sperimentazione, tuttavia, per realizzarsi necessita del supporto fondamentale anche dei lavoratori e delle istituzioni locali, le cui scelte hanno un forte impatto sulla quotidianità di vita delle famiglie”.

Nel concreto, il progetto si articola su tre direttrici: l’informazione alle imprese, con l’apertura di uno sportello di consulenza e per l’individuazione dei percorsi, la realizzazione di nuovi sistemi di welfare e, infine, l’avvio di politiche di conciliazione che coinvolgano uomini e donne. Le aziende partner saranno accompagnate nella realizzazione di nuove forme di organizzazione del lavoro rispetto agli orari, ai processi e ai luoghi.

“Le nostre aziende – ha commentato Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Vicenza – sono una sorta di famiglia allargata, date le loro dimensioni, dove il titolare ha un rapporto unico e particolare con i suoi collaboratori. Perciò, studiare e mettere in pratica un welfare aziendale vuol dire dare un nuovo riconoscimento a quanti collaborano al successo dell’azienda e, nello stesso tempo, rendere l’impresa più appetibile da parte di nuovi lavoratori. Se fino a qualche anno fa sopravviveva un tipo di welfare assistenzialista,  oggi i tempi sono cambiati: le persone chiedono attenzione e servizi tagliati sulle loro necessità”.

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