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Arzignano, in corteo per dire “no” al campo profughi

Giù le mani da Arzignano. Sarà questo motto, scritto su uno striscione, ad aprire il corteo organizzato, per questa sera alle 20.30, dal comitato no profughi ad Arzignano. Dal luogo di ritrovo, il parcheggio “Destra Chiampo”, la manifestazione sfilerà lungo via dell’Industria, passando poi per le vie Kennedy e Broli, per arrivare in piazza Libertà.

“Sarà – ha spiegato il portavoce del comitato, Daniele Beschin – un’occasione storica per la nostra città, un’occasione per dire un secco ‘no’ all’insediamento in città di un campo profughi, paventato dal prefetto di Vicenza. Questa manifestazione, organizzata in poco più di una settimana, ha già raccolto molti adesioni e consensi tra gli abitanti, tra cittadini di diversa estrazione politica e sociale e di diversa provenienza, visto che anche le comunità straniere presenti in città si dicono preoccupate per l’arrivo di più di cento profughi in città”.

Per quanto riguarda i motivi, che hanno spinto ad organizzare il corteo, Beschin chiarisce che “la manifestazione non è dettata da logiche razziste e xenofobe, come qualcuno ha cercato di dipingerla, ma si tratta di una iniziativa dettata solo dal buonsenso. Il buonsenso di chi vede nell’arrivo di più di cento presunti profughi ad Arzignano una bomba esplosiva capace di minare l’assetto sociale ed economico e, soprattutto quel processo di integrazione con gli stranieri che stiamo costruendo. Il buonsenso di chi ha capito che dietro questo continuo arrivo di persone, si nasconde un enorme business economico e di chi reputa ingiusto che il sindaco venga a sapere dal servizio di un telegiornale delle intenzioni del prefetto di creare un campo profughi su un terreno demaniale ad Arzignano”.

“Questo – ha concluso Beschin – è quello che ci ha spinto oggi a scendere in strada pacificamente e che ci spingerà in futuro ad alzare le barricate se necessario, perché abbiamo diritto, assieme ai ragazzi, ai lavoratori, alle famiglie straniere che si sono perfettamente integrate, di difendere Arzignano da qualsiasi ingerenza esterna di chi vuole imporci le cose senza averci prima consultato”.

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