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20 profughe a Caldogno. “Non ci hanno informati”

A quanto pare, a Caldogno starebbero per arrivare venti nuovi profughi, o meglio profughe dato che si tratta di donne, provenienti dalla Nigeria e dalla Costa d’Avorio. Le donne dovrebbero poi essere ospitate all’Hotel Marco Polo, in via Roma, nel centro del paese. Il condizionale è d’obbligo perché, a quanto pare, l’amministrazione comunale non ne sapeva nulla. Anche se il fatto sembra una certezza più che una semplice voce. In ogni caso, quando la notizia, è giunta all’orecchio del sindaco, Nicola Ferronato, il primo cittadino preoccupato, contrariato e sorpreso per non essere stato informato, si è attivato, in cerca di riscontri.

“Sembra – ha infatti confermato Ferronato – sia tutto vero, che questi arrivi siano già stati definiti e che l’accoglienza di queste donne sia già stata concordata tra la Prefettura, l’hotel Marco Polo e la cooperativa sociale Con te”.

“Sono arrabbiato ed indignato – ha continuato -, perché non è ammissibile che l’amministrazione comunale non sia stata avvertita di un fatto così rilevante. Sia chiaro, Caldogno è un paese solidale, che ha fatto e fa molto per aiutare chi è in difficoltà. Proprio per questo è ancora più grave che nessuno ci abbia contattato per coinvolgerci in questa iniziativa di accoglienza, imponendoci tempi, numeri e modalità senza informarci».

“Se, dopo aver raccolto le segnalazioni preoccupate dei concittadini, non avessi alzato il telefono per chiedere chiarimenti – ha concluso -, saremmo ancora all’oscuro di tutto. E’ una mancanza di rispetto e di considerazione nei confronti del Comune che rappresento e di tutti i cittadini: siamo stati calpestati. Come si può pretendere che una comunità si presti all’accoglienza, se gli arrivi vengono imposti e calati dall’alto, e di nascosto, in questo modo? Non è più una logica di accoglienza, di programmazione condivisa e diffusa sul territorio, ma diventa il tentativo di risolvere un problema scaricando il barile, senza avere la correttezza di avvertire chi, questo peso, si troverà a doverlo gestire. È inaccettabile e inammissibile”.

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