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Vicenza, una tangenziale che raddoppia…

“Chiediamo un resoconto dettagliato delle risorse finora spese dall’Anas per la progettazione della Tangenziale Nordest Vicenza, nonchè di quelle residue, e a quanto ammontano eventuali ulteriori stanziamenti non originariamente previsti. Chiediamo di conoscere le motivazioni tecniche, o di altra natura, che hanno indotto l’Anas a progettare un diverso tracciato rispetto a quello risultante dal protocollo d’Intesa stipulato nell’agosto del 2013”

E’ così che inizia una nota diffusa oggi dai senatori del Movimento Cinque Stelle Blundo e Cappelletti che, insieme ad altri esponenti pentastellati hanno presentato sul tema un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

“Il primo tronco del primo stralcio della nuova tangenziale – continuano i due senatori -, originariamente lungo 5.300 metri, nella progettazione definitiva è infatti diventato lungo 9.460 metri, con un lievitamento dei costi di oltre il 60%. I numeri non tornano, e siamo solo in fase di progettazione. Ci domandiamo, inoltre, dove sono andati a finire i finanziamenti destinati al progetto della restante tratta, quella che dovrebbe condurre alla base americana Del Din. Sembrerebbe che la progettazione sia al momento bloccata a causa del disaccordo con le autorità militari, ma che i fondi siano già stati stanziati”.

“Inoltre qualora si decidesse veramente di garantire l’accesso alla nuova base americana sarà necessario far passare la tangenziale nell’area dove è in corso la progettazione preliminare del Parco della Pace” continuano i portavoce del M5S che sulle problematiche inerenti al Parco della Pace hanno presentato un’ulteriore interrogazione ai ministri delle Infrastrutture, dell’Ambiente e della Difesa.

“L’area su cui dovrebbe realizzarsi il parco è diventata un acquitrino a causa del danneggiamento della rete idrica dopo i lavori per la realizzazione dell’insediamento militare statunitense. Il Comune dovrà rifare i drenaggi del parco ed il collegamento alla rete fognaria di alcune abitazioni che prima scaricavano nelle condotte ormai distrutte. Chi pagherà questi danni?”

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