mercoledì , 20 Ottobre 2021
La Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati, a Vicenza
La Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati, a Vicenza

Sostegno del Pd all’appello sulla Fondazione Roi

Nuovo appello del Partito Democratico di Vicenza affinché si vada ad un rinnovo del consiglio di amministrazione della Fondazione Roi. La vicenda è piuttosto nota, e chiama direttamente in causa la passata gestione della Banca Popolare di Vicenza, ed in particolare Gianni Zonin, nel suo allora doppio ruolo di presidente sia dell’istituito di credito che della fondazione. Da notare che Zonin ora non è più al vertice della banca, ma è rimasto presidente della Fondazione Roi. Si ricorderà inoltre che la fondazione, entità senza fine di lucro e impegnata nella cura del patrimonio artistico e culturale della città ed in particolare della Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati, ha perso una parte cospicua del suo capitale a causa del crollo della azioni della Popolare, che deteneva in misura rilevante.

“Già nello scorso maggio – si legge in una nota in proposito del Pd – il Partito Democratico della città di Vicenza aveva posto l’attenzione sulle vicende che riguardano la Fondazione Roi, sottolineando l’urgenza di rinnovo del gruppo dirigente. Per questo sosteniamo pienamente l’appello sottoscritto da vari cittadini, tra i quali ex sindaci, assessori, accademici, docenti, e indirizzato a Francesco Iorio, amministratore delegato della Banca Popolare di Vicenza”.

“Per il Pd cittadino – conclude la nota dei Democratici – il documento diventa un atto significativo e fondamentale perché si inserisce nel contesto di una vicenda che ha leso anche l’immagine di una città. Ricordiamo, infatti, che le vicende della Banca Popolare hanno intaccato anche le prospettive di tutela del patrimonio artistico culturale vicentino, proprio per via di una gestione poco comprensibile della Fondazione Roi. Nominare un nuovo cda , riconoscere le responsabilità e sostenere trasparenza, fedeltà allo statuto e alla natura dell’organismo diventa, quindi, anche un riscatto simbolico rispetto alle vicende della Banca Popolare di Vicenza”.

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