lunedì , 25 Ottobre 2021

Vicenza, pugno di ferro per il degrado a Campo Marzo?

“Sabato saremo in strada contro il degrado, con proposte chiare e concrete, contro l’immobilismo delle istituzioni”. Sono le parole con cui Daniele Beschin, coordinatore di Forza Nuova, annuncia la manifestazione che il movimento della destra radicale ha organizzato per  sabato 18 giugno, a Vicenza. Va sottolineato che la Questura di Vicenza , pur autorizzando la protesta, ha disposto alcune precise prescrizioni, tra le quali il luogo dove essa dovrebbe svolgersi, non Campo Marzo, dove è già previsto un altro evento, lo “Street Village 2016”, ma il piazzale della stazione ferroviaria di viale Roma. Bisogna anche aggiungere che all’iniziativa di Forza nuova ha aderito anche il Movimento Italia Sociale di Vicenza.

Beschin tuttavia non manca di recriminare, parlando di pressioni politiche per “mettere il bavaglio alla protesta” e ricordando che la comunicazione per la manifestazione di Forza Nuova “era stata presentata quattro settimane fa, ed avevamo ricevuto assicurazioni che si sarebbe potuta svolgere senza alcun problema nel luogo indicato, trattandosi di una manifestazione contro il degrado della zona. Oggi invece – continua – riceviamo il diniego e il trasferimento nel piazzale della stazione. E’ evidente che si vuole evitare ogni forma di protesta attuata nelle zone off limits della città, e Campo Marzo è una di queste. Non possiamo escludere ulteriori forme di protesta, anche il dissenso contro il degrado ha il diritto di calpestare Campo Marzo”.

”Le motivazioni che ci sono state date – continua Beschin – sono ridicole. Lo Street Village 2016 non è in programma da ieri, ma solo ieri abbiamo ricevuto questa comunicazione. Il comitato per la sicurezza, guarda caso presieduto dal prefetto Soldà, ha il solo scopo di frenare e reprimere le proteste in quelle zone, perché una protesta potrebbe mettere in luce le loro incapacità, la loro incompetenza nel gestire l’ordine e il decoro urbano a Vicenza. E’ evidente che quanto accaduto con questi provvedimenti assurdi, non farà altro che aumentare la nostra presenza a Campo Marzo e nei dintorni. Più provano a mettere il bavaglio ai cittadini, più i cittadini protesteranno”.

“La questura di Vicenza farebbe bene a preoccuparsi non tanto per l’incolumità dei nostri manifestanti durante i preparativi dello Street Village, ma per l’incolumità dei cittadini che giornalmente vengono attaccati, umiliati, avvicinati da extracomunitari, drogati e spacciatori. Dove erano le forze dell’ordine all’ultima manifestazione Vicenza che corre, quando ai lati di Campo Marzo la gente si bucava sotto gli occhi di famiglie e bambini? Non possiamo più tollerare che Campo Marzo sia un luogo di spaccio a cielo aperto, dove le videocamere servono solo ed esclusivamente a riprendere e documentare gli episodi di criminalità, ma non servono a reprimerli”.

“Se ne devono andare tutti – rincara la dose il responsabile di Forza Nuova -, dall’assessore Rotondi al prefetto Soldà, un prefetto che la scorsa settimana ha chiaramente detto e minacciato che se i sindaci si rifiutano di ospitare i clandestini, sarà lui stesso a mobilitarsi per trovare alloggi”. Forza Nuova conclude proponendo le sue linee programmatiche per rilanciare Campo Marzo, in cinque punti , sui quali intende raccogliere firme sul territorio.

Prevedono lo sradicamento delle panchine da Campo Marzo, eccetto quelle lungo il viale illuminato, presenza costante delle forze dell’ordine durante la  notte, pattuglie a cavallo durante le ore diurne, controlli costanti sui pubblici esercizi di matrice etnica della zona e la recinzione del lato destro di Campo Marzo, quello adiacente al parcheggio Verdi, per il quale chiede che venga intensificata l’illuminazione e che vi si acceda tramite servizio di custode o pubblico ufficiale. Un vero pugno di ferro dunque, quasi uno stato di polizia… Un segnale comunque che il problema non va sottovaluto, ma va risolto democraticamente, proprio per evitare che il pallino passi in mano a chi sarebbe felice di limitare le libertà di tutti noi.

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