sabato , 16 Ottobre 2021
Maurizio Landini
Maurizio Landini

Vicenza, metalmeccanici in piazza. C’è anche Landini

Sarà Vicenza la città dove si terrà domani la manifestazione regionale dei metalmeccanici. Le tute blu di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil protestano infatti in tutta Italia, in questo sciopero che in realtà è nazionale, sebbene non vi sia una manifestazione centrale italiana, ma i cortei siano invece frazionati per regioni. Ed il Veneto appunto la fa a Vicenza. Lo sciopero dei metalmeccanici è a a sostegno della vertenza contrattuale, “ancora bloccata – spiegano i sindacati – dopo sei mesi e 17 sessioni di trattativa a fronte delle pretese di Federmeccanica di superare il ruolo del contratto nazionale di lavoro, anche nella parte salariale, e destrutturare la contrattazione fondata sul doppio livello (nazionale e decentrato)”.

A Vicenza, il corteo partirà alle 9, dalla stazione ferroviaria, per arrivare in piazza Matteotti dove prenderanno la parola i segretari regionali di Fim e Uilm, Massimiliano Nobis e Carlo Biasin. Significativa inoltre la presenza segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini. Molti i lavoratori attesi, ed alto è anche il numero di pullman prenotati in tutto il Veneto per la partecipazione alla manifestazione. Per quanto riguarda le modifiche alla viabilità cittadina previste, ne abbiamo parlato in un nostro precedente articolo, nei giorni scorsi.

Ulteriori quattro ore di sciopero a sostegno della vertenza saranno effettuate a ruota nei territori, mentre continuano le iniziative di blocco degli straordinari e già subito dopo lo sciopero, l’11 giugno, vi sarà una nuova astensione dagli straordinari in tutta la regione. Fiom, Fim e Uil rilevano che le prime risposte dei lavoratori si stanno già facendo sentire in molte imprese del Veneto e i sindacati si rivolgono “agli imprenditori della regione affinché facciano pressione su Federmeccanica per una rapida e positiva conclusione del contratto”.

“Un contratto – sostengono i sindacalisti – che deve accrescere i redditi dei lavoratori, anche per rilanciare la domanda interna, e che deve avviare una spirale virtuosa per dare un nuovo impulso a investimenti e innovazione. Invece Federmeccanica, dopo otto anni di crisi costati sacrifici enormi ai lavoratori, nel momento della sia pur lieve ripresa ha aperto una scontro, negando aumenti salariali, o concedendoli solo a coloro (il 5% della categoria) la cui retribuzione è ad una soglia bassissima, puntando nei fatti a superare il ruolo solidaristico e di uguaglianza del contratto nazionale”.

“Inoltre – hanno aggiunto i rappresentanti sindacali – la parte datoriale vorrebbe modificare in peggio la base di calcolo dello straordinario ed intervenire sui permessi retribuiti. Sulle richieste sindacali, netto è il rifiuto di Federmeccanica a negoziare su appalti, licenziamenti individuali e collettivi e in materia di sicurezza sul lavoro. Tutto ciò per Fim, Fiom e Uilm è inaccettabile e dovrà essere respinto. Siamo determinati a riconquistare il diritto a contrattare collettivamente la prestazione lavorativa in tutti i suoi aspetti e confermare la funzione, solidaristica e di uguaglianza, del contratto nazionale di lavoro”.

In questa pagina allegata, un prospetto su addetti e retribuzioni nel settore in Veneto, oltre che un dato relativo all’andamento di produzione, fatturato ed occupazione nel primo trimestre 2016 rispetto ai 12 mesi precedenti. “In regione – spiegano i sindacalisti – il volume di affari cresce, ma non l’occupazione, che oltre tutto risente di un calo di oltre il 20%, avvenuto negli anni della crisi, mentre le aziende stanno facendo un ricorso massiccio agli straordinari. I salari sono bassi, e certo non tali da sostenere una ripresa dei consumi, mentre si allargano le disuguaglianze nella redistribuzione della ricchezza. E’ un quadro poco incoraggiante per le stesse prospettive industriali, cui non giova certo l’atteggiamento di Federmeccanica al tavolo contrattuale”.

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