Ruggero Casolin, Marina Fornasier, Adis Zatta, il moderatore e Stefano Ciafani
Da sinistra: Ruggero Casolin, Marina Fornasier, Adis Zatta, il moderatore e Stefano Ciafani

Vicenza, a Festambiente si è parlato di smart city

“Mi chiedete di definire il concetto di città intelligente. Secondo me, le cittadelle che mettiamo in piedi in occasioni come questa, sono dei prototipi di smart city, luoghi dove la gente si scambia competenze sulle pratiche migliori da seguire per promuovere stili di vita sostenibili. Vent’anni fa, noi per primi avevamo cominciato a praticare la raccolta differenziata, e la gente ci osservava con gli occhi sgranati. Questi ritrovi dove si mangia, si discute e ci si diverte diventano l’occasione giusta per far vedere ai nostri visitatori che esistono dei modi di fare diversi rispetto al territorio, delle buone pratiche innovative che salvaguardano l’ambiente e allo stesso tempo convivono con i sistemi produttivi”.

Ha esordito così Stefano Ciafani ieri sera, direttore generale di Legambiente, nell’incontro di apertura di Festambiente, rassegna organizzata da Legambiente Vicenza, al Parco Retrone, dedicato all’economia sostenibile, ovvero quella che si definisce “circolare”, e al concetto di “città intelligente”. Un dibattito partecipato ed interessante, con interventi significati soprattutto da parte di coloro che sono chiamati ad amministrare la cosa pubblica. Tra di loro anche Ruggero Casolin, dirigente di Aim Valore Ambiente, che ha parlato proprio di economia circolare, ovvero di un sistema capace di evitare uno spreco immane delle risorse originate dalla produzione dei beni.

“Per quanto riguarda i rifiuti – ha detto Casolin – l’andamento attuale prevede un ciclo di produzione, consumo e smaltimento, ma la dismissione dei beni è ormai quasi insostenibile. Per questo l’Unione Europea e, in particolare, l’ex ministro Edo Ronchi, che ha introdotto nel 1997 un decreto sul riciclo integrato dei rifiuti, hanno ripensato la gestione dei rifiuti con una reintroduzione nello stesso ciclo del materiale recuperato. Il concetto di riuso si può applicare anche al lavoro, arrivando a ripensare l’intera economia in quanto i cicli produttivi si integrano e si evita lo spreco”.

Questo concetto è stato applicato al progetto Prisca, finanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma Life Plus Ambiente 2011. “Noi della Cooperativa Insieme – ha ricordato, a questo proposito Marina Fornasier, vicepresidente della cooperativa sociale, – in collaborazione con Veneto Ambiente, abbiamo partecipato a un progetto sperimentale volto a dimostrare la fattibilità di due centri di riuso che avevano come scopo quello di avviare a riutilizzo i beni che erano presenti nel flusso dei rifiuti solidi urbani”. Fiore all’occhiello del Comune di Vicenza, il progetto Prisca (Pilot project for scale re-use starting from bulky waste stream) è stato portato in giro per il mondo per l’importanza che riveste sul piano del riutilizzo.

“L’attuale governo della città – ha detto nel suo intervento Antonio Dalla Pozza, assessore alla progettazione e sostenibilità urbana del Comune di Vicenza, – punta soprattutto alla riqualificazione urbana del territorio. Noi partiamo dal concetto che ormai le fasi di espansione urbanistica sono terminate, per il forte decremento demografico, e che bisogna quindi riutilizzare quello che è già esistente. Il volano dell’economia pubblica dovrà partire proprio dalla ristrutturazione secondo i canoni dell’efficienza energetica”. Anche Adis Zatta, membro del Direttivo di Anci Veneto e componente del coordinamento nazionale di Anci giovani, ha ricordato che “oltre il 40% dell’energia proviene da fonti rinnovabili, un incremento enorme rispetto al 20% di dieci anni fa”.

Sempre Dalla Pozza ha confermato che a Vicenza si sta cercando di rinnovare il patrimonio immobiliare pubblico secondo i canoni dell’efficienza energetica. “Le risorse a disposizione sono davvero poche – ha sottolineato – e bisogna fare delle scelte. Noi, come amministrazione, abbiamo puntato sull’efficienza energetica connessa alla riqualificazione urbana. Per fare un esempio, in una scuola sono stati installati infissi che consentono di risparmiare sul riscaldamento. Questo ci ha impedito di costruire un nuovo edificio, migliorando quello già esistente”. Ricordiamo infine che Vicenza è la prima città d’Italia ad essersi dotata di una rete di teleriscaldamento, un circolo di energia pulita che viene continuamente reimpiegata evitando così di sprecare le risorse idriche del terreno.

Camilla Bottin

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