Vicenza, a Festambiente si è parlato di Borgo Berga

«L’è proprio un mostro, mostro, mostro» il complesso che «a Borgo Berga ciava tutto ‘l posto». Riprendendo il ritornello composto da Bruno Montorio, Legambiente Vicenza, Italia Nostra e il Comitato contro gli abusi edilizi hanno proposto ieri, a Vicenza, in occasione di Festambiente, al Parco Retrone, una conferenza dal titolo “Abbattiamo gli abusi” in cui si è fatto il punto sulla questione giudiziaria e sugli impatti ambientali che coinvolgono l’ecomostro di Borgo Berga. Alfredo Di Giovampaolo, giornalista di Rai News 24 che ha realizzato l’inchiesta “Tribunale abusivo a Vicenza”, ha fatto presente come nel servizio, proiettato di fronte a un pubblico nutrito presso l’Agorà Consumo Critico e Salute, l’aspetto più eclatante della vicenda sia il fatto che il tribunale, sede di giustizia, si trovi in una costruzione dichiarata abusiva.

A. Di Giovampaolo

«Ringrazio Legambiente che ha sollecitato un mio servizio» ha detto Di Giovampaolo, «noi di Rai News 24, dopo il cambio direttivo di febbraio, ci siamo posti nell’ottica di offrire ai nostri telespettatori inchieste su argomenti spesso ignorati dalla grande stampa. Borgo Berga è uno di questi. Ho voluto raccontare questa vicenda con ironia, ma in realtà ci sarebbe solo da piangere». È anche giunta, nei giorni scorsi, una lettera, dall’Agenzia delle Entrate, indirizzata a Legambiente e a Italia Nostra, le associazioni che per prime hanno denunciato la presenza anomala di questo ecomostro.

«Nel testo si legge» spiega il giornalista «che l’Agenzia delle Entrate, avendo bisogno di una nuova sede, ha fatto una verifica nel territorio e ha individuato nello stabile di Borgo Berga una posizione ideale. Sono state fatte da parte sua delle indagini ed è risultato tutto a posto, tanto da sottoscrivere un contratto. Per questo comincio a pensare che non ci siano molte possibilità di fermare quest’opera, e potrebbero rispondere allo stesso modo il tribunale o il sindaco. L’opera è stata autorizzata nel 2003, dal punto di vista formale non ci sono irregolarità e non so quanto sia il margine giudiziario per un sequestro».

Eppure l’anomalia delle concessioni è evidente, i cittadini che risiedono al di là del Bacchiglione si sono visti rifiutare diverse richieste, mentre a Borgo Berga il Comune è stato molto elastico. «È legittima l’arrabbiatura dei cittadini» conclude Di Giovampaolo. Anche nella canzone composta dall’artista Montorio, autore della colonna sonora della campagna di crowdfunding di Legambiente Vicenza, Italia Nostra e Comitato Contro gli Abusi Edilizi, si evidenzia la rabbia dei cittadini: «se penso che quel coso ga volesto, no tegno più le man».

Durante l’incontro si è spiegato, in diversi step, la battaglia comunale che si è celata dietro alla volontà di portare alla luce gli abusi dell’ecomostro. Valentina Dovigo, consigliere comunale a Vicenza di Sel e di una Lista civica, ha spiegato come, dopo una lunga militanza in Legambiente, abbia subito cercato di trasformare in atti politici il suo impegno precedente. «Nel 2013 sono partite le prime denunce delle associazioni» commenta «e ho proposto una commissione d’inchiesta, richiesta approvata con voto positivo nel consiglio comunale, che avrebbe dovuto sfociare in un vero e proprio lavoro da affidare alle commissioni del territorio. Si pensava che questa proposta politica avrebbe fatto salva la legalità, ma non è stato così per una serie di questioni che riassumo nella frase girarsi dall’altra parte. Abbiamo ascoltato tutti i responsabili degli uffici comunali, del Genio Civile, della Sovraintendenza e della ditta privata. Siamo partiti con un esposto ma, mano a mano che procedevamo, ci siamo resi conto che i problemi erano molti di più, andava rivista la valutazione di impatto ambientale. Gli uffici non sapevano darci risposte se non la versione della ditta, non si capiva bene dove finiva il pubblico e dove iniziava il privato».

La contraddizione? A Di Giovampaolo avevano detto invece che era tutto in regola, mentre in realtà, ad avere in mano la situazione era il privato. Anche Daniele Ferrarin, consigliere comunale di Vicenza per il Movimento 5 Stelle, ha sottolineato la debolezza politica dell’amministrazione comunale «La struttura della legalità  è venuta a mancare completamente» afferma «qui c’è stato un rimpallo di responsabilità che sottolinea la mancanza di una visione urbanistica della città».

Legambiente, presieduta da Adriano Battagin, Italia Nostra, presieduta da Giovanna Dalla Pozza Peruffo, e il Comitato contro gli abusi hanno lanciato una campagna di raccolta fondi per trasformare la battaglia contro l’ecomostro in un progetto collettivo. Il crowdfunding, dal titolo “Abbattiamo gli abusi. Cosa pagheresti per vederlo sparire”, ha come scopo quello di coprire in parte le spese legali. Enrico Cappelletti, senatore M5S, è artefice della denuncia delle numerose anomalie del nuovo complesso edilizio, non solo all’autorità giudiziaria, ma anche alla Corte dei conti, che ha provveduto a mettere in mora l’intero consiglio comunale, e all’Autorità anticorruzione, dove è stato aperto un altro fascicolo di inchiesta.

«Sto attendendo risposta, ancora dal 2013, alle interrogazioni parlamentari sottoposte all’attenzione dei Ministri della giustizia e dell’ambiente» ha ricordato Cappelletti. Al termine della discussione si è tenuta la premiazione delle tre migliori foto nell’ambito del concorso “Fatti un selfie con il Mostro!” dove a regnare erano le facce schifate dei cittadini. Il primo premio era un buono da 100 euro per l’acquisto di una bici e la tessera di Italia Nostra. Alla fine la canzone di Montorio ha chiuso l’incontro con la denuncia cantata dei presenti.

Camilla Bottin

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