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Tangentopoli delle terme. Arrestato il sindaco di Abano

Guardia di Finanza del Veneto sempre più protagonista in questi giorni. Proprio in queste ore infatti, parliamo, in altre pagine del giornale, della celebrazione, che si è tenuta ieri, del 242esimo anniversario della fondazione del Corpo, cerimonia che ha dato l’occasione per fare il punto sui risultati conseguiti quest’anno dalle Fiamme Gialle. Risultati che in realtà non ci fanno molto onore, con la provincia di Vicenza che, ad esempio, fa registrare una mole di evasione fiscale e di frodi mostruosa. Si parla addirittura di fatture false, emesse nel vicentino in questi primi cinque mesi del 2016, per un importo medio di tre milioni di euro al giorno.

Ma la notizia più clamorosa è di questa mattina, e viene da quella parte della provincia di Padova che ci è forse più vicina e che i vicentini certo amano frequentare di più: la zona termale di Abano e Montegrotto. E’ infatti una vera e propria “tangentopoli delle terme” quella portata a galla dall’operazione delle Fiamme Gialle di Padova, che hanno arrestato questa mattina due amministratori pubblici e tre imprenditori indagati a vario titolo per i reati di concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e riciclaggio. Altri 18 soggetti sono indagati a piede libero nel medesimo procedimento penale. Eseguite anche 22 perquisizioni domiciliari e locali.

E’ questo l’esito di lunghe e complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova, con l’ordine di custodia cautelare emesso dal Gip patavino. Tra gli arrestati Luca Claudio, 45 anni, dal 2011 sindaco di Abano Terme, appena riconfermato nella tornata elettorale dei giorni scorsi, e per dieci anni, dal 2001 al 2011, sindaco di Montegrotto Terme. Per lui il Gip, tenuto conto della compresenza di tutte le esigenze cautelari (pericolo di inquinamento probatorio, di fuga e di reiterazione del reato), ha disposto la custodia cautelare in carcere.

“Le indagini – spiega una nota delle Fiamme Gialle padovane – hanno consentito di alzare il velo su un vero e proprio sistema tangentizio che ha governato l’affidamento di appalti e lavori pubblici dapprima nel Comune di Montegrotto Terme, a partire dal 2008, quando il sindaco Claudio era destinatario di una percentuale varia (dal 10 al 20%) sulle somme liquidate alle aziende che si occupavano della manutenzione del verde pubblico. Sistema esportato poi nel Comune di Abano Terme nel 2011, e proseguito in quello di Montegrotto grazie al sodale Massimo Bordin (56 anni, ora agli arresti domiciliari), passato allora dalla carica di vice sindaco a quella di sindaco”.

“Numerosi – prosegue la nota – gli imprenditori costretti a pagare per poter lavorare, consapevoli che se non lo avessero fatto avrebbero perso importanti opportunità di lavoro, fino a non lavorare più per i due comuni termali. Ben sette di essi, nel corso delle indagini, hanno confermato di aver pagato tangenti per lavorare. Nei loro confronti è stato ipotizzato il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, avendo subito una sorta di pressione morale: pagare ovvero accettare la prospettiva di non poter più contare sugli incarichi pubblici, a maggior ragione in epoca di crisi economica e di mercato sostanzialmente fermo”.

“In altri casi – spiega ancora la Guardia di Finanza -, soprattutto in presenza di appalti di maggior importo, è stata invece riscontrata una vera e propria par condicio contractualis, ossia un incontro libero e consapevole della volontà delle parti, tra pubblici amministratori infedeli ed imprenditori, in questo caso non vittime del sistema ma essi stessi attori, allo stesso livello dei due sindaci. L’accusa è in questo caso di corruzione. Diversi, nei due casi prospettati, la tipologia di lavori, ma anche il modo di pagare la tangente. I piccoli imprenditori, quasi sempre gli stessi, operanti per lo più nel settore della manutenzione del verde si vedevano assegnati i lavori a fronte della corresponsione di denaro contante. Il contante era utilizzato anche per sbloccare l’iter di procedimenti per il rilascio di concessioni e autorizzazioni edilizie, prima lento e difficile, poi miracolosamente efficiente”

“Diverso anche il discorso – conclude la nota delle Fiamme Gialle patavine – per i grandi appalti, in cui cambia, oltre al rapporto tra pubblico amministratore e imprenditore, anche la modalità di erogazione del denaro. Non più contante ma pagamento di fatture per consulenza (di fatto non resa), emesse da società gestite di fatto da Claudio, come la Rls Srl, legalmente rappresentata dal 46enne Massimo Trevisan, finito ai domiciliari con l’accusa di riciclaggio. E’ il caso di un appalto per il servizio di riqualificazione energetica degli edifici comunali di Montegrotto Terme e di adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica, del valore di oltre 15 milioni di euro e della durata di 15 anni”.

Dagli accertamenti delle Fiamme Gialle sembra emergere dunque una “gestione della cosa pubblica nei due comuni termali in cui il sindaco decideva il da farsi, i tempi, i modi, le imprese esecutrici dei lavori, il tutto prescindendo da quell’insieme di norme predisposte nell’interesse della collettività”. Infine, le indagini dei Finanzieri di Padova hanno “aperto un faro anche sul patrimonio immobiliare riconducibile a Luca Claudio, realizzato negli ultimi dieci anni, che risulta incongruente con la sua situazione reddituale”.

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