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Partigiani sfilano per le strade dopo la Liberazione
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Schio, sarà revocata la medaglia a Bortoloso?

Ha fatto discutere il conferimento, nei giorni scorsi a Vicenza, di una Medaglia della Liberazione a Valentino Bortoloso, uno dei protagonisti dell’Eccidio di Schio. Appresa la notizia, il sindaco di Schio, Valter Orsi, ha espresso il suo disaccordo per la consegna a Bortoloso di questo riconoscimento, istituito in occasione del 70esimo anniversario della guerra di liberazione e della resistenza e donato, giovedì scorso a ottantaquattro partigiani, ex internati nei lager nazisti e combattenti inquadrati nei reparti regolari delle forze armate, durante una cerimonia a Palazzo Leoni Montanari.

Filippo Busin
Filippo Busin

La vicenda ha valicato i confini locali ed è arrivata fino a Roma. Quest’oggi, infatti, il deputato della Lega Nord, Filippo Busin, ha presentato un’interrogazione al Ministro della difesa, Roberta Pinotti, ed ora la medaglia, potrebbe essere sospesa e poi revocata. “Chi si è reso protagonista di un eccidio – ha spiegato Busin – non può essere ricordato come un esempio. Siamo contenti che il ministro Pinotti si sia dichiarato disponibile a riconsiderare un’onorificenza che avrebbe riacceso antichi risentimenti e compromesso il percorso di riconciliazione nazionale”.

Per quanto riguarda i fatti, nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945 un gruppo composto anche da ex partigiani e del quale faceva parte Bortoloso, appartenente alla brigata garibaldina “Martiri Valleogra”, uccise, a colpi di mitraglia, cinquantaquattro persone, tra le quali quattordici donne, sulle novantanove detenute nel carcere mandamentale di Schio. Bortoloso, assieme ad altri, venne condannato a morte. La pena venne poi convertita in ergastolo e nel 1955, dopo dieci anni di carcere, arrivò l’amnistia.

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