martedì , 14 Settembre 2021

Schio, considerazioni sulla medaglia a Bortoloso

Sono state consegnate ieri dal prefetto di Vicenza, Eugenio Soldà, nel salone d’Apollo delle Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari, a Vicenza, ottantaquattro medaglie commemorative, “Medaglie di Liberazione” a partigiani, ex internati nei lager nazisti e combattenti inquadrati nei reparti regolari delle forze armate. Un riconoscimento, come spiega una nota della Provincia, istituito in occasione del 70esimo anniversario della guerra di liberazione e della resistenza. E fin qui, nulla di strano.

Spulciando, però, la lista degli insigniti, arrivata direttamente dal Ministero della difesa, un nome risaltava. Quello di Valentino Bortoloso, 93 anni, appartenente alla brigata garibaldina “Martiri Valleogra”, uno dei protagonisti dell’Eccidio di Schio. Un massacro avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945, quando un gruppo composto anche da ex partigiani uccise, a colpi di mitraglia, cinquantaquattro persone, tra le quali quattordici donne, sulle novantanove detenute nel carcere mandamentale di Schio. Un fatto per il quale Bortoloso venne condannato a morte assieme ad altri. La pena venne poi convertita in ergastolo e nel 1955, dopo dieci anni di carcere, arrivò l’amnistia.

Valter Orsi
Valter Orsi

Una notizia, quella della consegna della medaglia commemorativa a Bortoloso, che ha spinto il sindaco di Schio, Valter Orsi, a fare alcune considerazioni in proposito. “Non concordo – ha spiegato Orsi – sull’opportunità di conferire a Valentino Bortoloso, uno degli autori dell’eccidio di Schio, l’onorificenza riconosciutagli dal Ministero della difesa quale eroe della resistenza. Il nostro Comune ha condiviso un percorso di concordia civica che, negli anni, ha portato ad avvicinare protagonisti e discendenze su quell’orrore che si scatenò nel luglio del 1945 alle ex carceri, ora biblioteca civica, a guerra finita”.

“Non sono stato messo al corrente – ha continuato – dei nomi che sarebbero stati insigniti all’occasione. Mi è stato comunicato che sarebbero stati quattro, tra internati ed ex partigiani. Se fossi stato messo al corrente della cosa, probabilmente avrei chiesto all’assessore allo sviluppo economico del Comune di Schio, Anna Donà, di non affiancare il Prefetto nel caso specifico. Spero ed auspico che questo sgambetto non porti, tra le parti che si fronteggiano, ossigeno per alimentare il fuoco dei rancori. Scriverò al Ministero per sapere come sono stati formulati i nomi da insignire e se erano al corrente dei fatti”.

2 Commenti

  1. maurizio angelini

    La medaglia viene assegnata a tutti coloro che hanno combattuto nelle formazioni partigiane, oppure nelle forze armate italane che costituirono il Corpo Italiano di Liberazione, o che, ancora sono stati internati nei campi tedeschi e non hanno aderito alla Repubblica Sociale Italiana. Perchè viene assegnata questa medaglia? perchè si vuole riconoscere il contributo che con questa loro scelta individuale queste persone hanno dato alla nascita e alla affermazione della Democrazia e della Repubblica in Italia. Valentino Bortoloso, il partigiano Teppa ha questi requisiti? Sicuramente sì.
    Valentino Bortoloso, che è stato un partigiano valoroso, che ha messo a disposizione la sua vita per la causa della libertà, ha compiuto, assieme ad altri, un grave delitto- l’Eccidio di Schio. E’stato processato, condannato e ha scontato la pena che gli è stata giustamente inflitta.Fra parentesi diciamo che nessun tribunale ha giudicato, nè condannato, i mandanti e i responsabili della deportazione in Germania di 13 scledensi che dalla Germnania non tornarono, nessuno ha subito processi nè è stato condannato per gli incendi di Vallortigara e di Poleo; nessuno è stato processato per l’incendio di persone e di cose a Pedescala ecc. ecc.
    Valentino Bortoloso merita di ricevere il riconoscimento che ora gli è stato ingiustamente revocato, così come ha meritato la condanna che ha ricevuto e scontato.
    Maurizio Angelini.

  2. A questo punto ci aspettiamo, nei prossimi anni, anche il conferimento di una pubblica onoreficenza a favore di Renato Curcio

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