mercoledì , 20 Ottobre 2021

Profughi, Confcommercio Vicenza: “E’ allarme sociale”

È un tema sempre più caldo e dibattuto quello dell’accoglienza dei migranti che raggiungono le coste del nostro Paese, soprattutto dopo l’invito, esteso a tutti i Comuni della provincia, dal prefetto di Vicenza, Eugenio Soldà, di ospitare alcuni profughi, al massimo otto, così da scongiurare quella che potrebbe profilarsi come una vera emergenza. Nel dibattito si è inserito anche il presidente di Confcommercio Vicenza, Sergio Rebecca, portavoce della preoccupazione, di negozianti ed esercenti locali, per la situazione che si vive in città.

Rebecca ha sottolineato come la macchina dell’accoglienza non funzioni e che sia necessario ricercare nuove formule. “Vicenza – ha spiegato Rebecca – ha accolto finora 650 dimostrando disponibilità ad ospitare i migranti. Credo che, di fronte all’invito del Prefetto, il sindaco, Achille Variati, abbia voce in capitolo per dire che la città, ha già ampiamente dato, e per ribadire che la situazione sta sfuggendo al controllo e che vanno studiate adeguate alternative prima che sia troppo tardi”.

“Sulla gestione dei profughi a Vicenza – ha poi continuato – siamo all’allarme sociale. La protesta dei commercianti e degli abitanti di via Medici è la cartina di tornasole di una situazione di malessere diffuso, di una tensione sociale fino ad oggi silente, ma che rischia di deflagrare se non si prendono adeguate contromisure. Non possiamo stare a guardare mentre zone nevralgiche della città vengono stravolte da una gestione emergenziale e inadeguata”.

“I quotidiani assembramenti di migranti in via Medici – si legge in una nota diramata in proposito da Confcommercio Vicenza -, con la conseguente sensazione di paura che vivono i residenti e gli operatori commerciali, è forse la situazione più evidente. Ma basta girare per i quartieri e per il centro città per notare gruppetti di ospiti delle varie strutture girovagare senza una meta precisa, stazionare agli angoli delle strade, bighellonare nei parchi”.

“La convinzione diffusa – ha concluso Rebecca – è che i migranti che in qualche modo ripagano l’ospitalità ricevuta dando una mano nel tenere in ordine la città, siano mosche bianche rispetto alla maggioranza inattiva. E la preoccupazione è che queste persone possano finire per aggiungersi alla massa di persone che vivono sotto le stelle o in strutture fatiscenti, campando di espedienti”.

Un commento

  1. biribobiribi@gmail.com

    Quando giro per le strade della mia città, mi sento straniera. Sono circondata da forestieri che circolano a piedi, in bicicletta sui marciapiedi, seduti su panchine ecc. e devo dire che non hanno uno sguardo buono, mi fanno paura. Mi sembra di vivere in un paese che non è il mio e poi cosa faranno sempre in giro per le strade? Come si può accogliere indiscrinatamente una massa di persone così grande senza avere un posto di lavoro da offrire?
    I miei genitori 50 anni fa sono emigrati in Svizzera, sono potuti entrare solo dopo avere una casa ed un lavoro stabiliti. Bisogna accogliere cittadini stranieri per farli vivere da persone e non da animali, altrimenti restino a casa loro.

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