lunedì , 18 Ottobre 2021

PrimaNoi: “Tonezza non diventi campo profughi”

E’ passato qualche giorno dal tavolo di fattibilità, indetto dal prefetto di Vicenza, Eugenio Soldà, per chiedere una collaborazione, a tutti i Comuni del vicentino, nell’affrontare i prossimi arrivi di immigrati nella nostra provincia. Alla proposta del rappresentante dello Stato sul territorio, che ciascun Comune della provincia accolga da quattro ad otto migranti, così da tenere sotto controllo l’emergenza, le reazioni sono state molte e di segno opposto.

Ma il dibattito è rimasto vivo anche dopo l’incontro con Soldà. Oggi, ad esempio, il comitato PrimaNoi è tornato sulla questione, annunciando che domenica 12 sarà a Tonezza del Cimone, in piazzetta Lucio Battisti, con un gazebo informativo, dalle 9.30, per aprire un confronto durante il quale sarà distribuito un volantino. Un opuscolo contenente precise richieste al sindaco, Diego Dalla Via, tra le quali la promozione di un incontro pubblico per permettere agli abitanti di essere informati su ogni criticità legata all’accoglienza degli immigrati.

“Gli abitanti di Tonezza – ha spiegato Alex Cioni, di PrimaNoi – hanno bisogno di ricevere precise garanzie connesse alla loro sicurezza, anche sanitaria, e alla vigilanza dei richiedenti asilo, visto che in paese non esiste un presidio di pubblica sicurezza. Gli ottanta sedicenti profughi già presenti rappresentano un problema serio, dal quale stanno nascendo malumori e tensioni”.

“Problemi – si legge in una nota del comitato – che potrebbero degenerare, sopratutto dopo che, negli scorsi giorni, alcuni africani ubriachi hanno disturbato in modo pesante gli abitanti, reagendo alle loro lamentele in maniera scomposta, al punto che sono dovuti intervenire i carabinieri di Arsiero. La preoccupazione è che Tonezza possa divenire un grande campo profughi, vista l’ampia offerta ricettiva di cui dispone”.

Il comitato si rivolge anche al Prefetto. “Comprendiamo – sottolinea – il suo ruolo istituzionale, ma visto e considerato che tra qualche mese andrà in pensione, gli chiediamo un sussulto di dignità e di coraggio. Che la smetta di collaborare acriticamente con il Ministero dell’interno per riempire i Comuni di sedicenti profughi e che si unisca ai sindaci della provincia, aiutandoli a difendere il territorio e le centinaia di ragazzi che spacciandosi per profughi non si rendono conto di come le illusioni che li hanno portati in Italia presto si trasformeranno in incubi”.

“Il gazebo, che poi si ripeterà anche nelle festività successive, – conclude la nota – vuole proseguire il percorso, iniziato un anno fa, di contrasto alle politiche di accoglienza indiscriminata volute dal governo e attuate dai Prefetti, con la complicità di cooperative e di privati cittadini attirati da facili guadagni”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità