lunedì , 20 Settembre 2021

Popolare di Vicenza, su chi ricade la morte di Bedin?

“Per onorare la memoria di Antonio Bedin, pensionato e piccolo azionista della Banca Popolare di Vicenza, morto suicida nella sua abitazione di Montebello Vicentino, bisogna incriminare gli artefici dei crac scandalosamente ancora a piede libero, che dopo aver ricevuto liquidazioni milionarie, come premio per aver bruciato 18,9 miliardi di euro di risparmi di BpVi e Veneto Banca, se la spassano nelle loro dorate ville, o impartiscono lezioni di etica e pubblica moralità dai vertici delle istituzioni”.

E’ l’inizio di una nota delle associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori, a firma dei rispettivi presidenti Elio Lanutti e Rosario Trefiletti, sui drammatici fatti dei giorni scorsi e, più in generale, sulla sempre più preoccupante vicenda che riguarda la Banca Popolare di Vicenza. I presidenti delle due associazioni non usano mezzi termini e parlano dell’esistenza di una sorta di “sistema veneto” in campo bancario.

“Da otto anni – spiegano -, non abbiamo mai smesso di denunciarlo. Le perizie sul valore delle azioni gonfiate fino a 62,50 euro, i metodi estorsivi per trovare azionisti, l’inerzia di Consob, Bankitalia, Procura di Vicenza, che non hanno impedito le scorribande finanziarie di Zonin, le cui incredibili ed inaccettabili protezioni istituzionali, da parte di un sistema permeato da corruzione ed illegalità, devono essere accertate dal Capo dello Stato, dal ministro della Giustizia, dal Consiglio superiore della Magistratura, che ha aperto una inchiesta su giudici e pubblici ministeri che si sono occupati della Banca Popolare di Vicenza”.

“Nell’ultimo esposto – continuano le due associazioni di consumatori -, raccolto in un dossier sulla Popolare di Vicenza ed inviato al ministro della Giustizia, al presidente della Repubblica e del Csm, al presidente dell’Associazione nazionale magistrati, all’Autorità anticorruzione, al presidente del Consiglio e al ministro dell’Economia, abbiamo ricostruito le tappe della vicenda e denunciato il sistema di illegalità e di omessa vigilanza di Consob e Bankitalia, che ha bruciato i risparmi di una vita a 120 mila famiglie. Abbiamo chiesto che si intervenga per ripristinare i diritti e la legalità violata, essendo intollerabile che i protagonisti di un crac annunciato come questo siano ancora a piede libero”.

Un atto d’accusa duro dunque, e una denuncia che va avanti da anni, poco ascoltata, e che noi vogliamo proporre proprio perché possa avere un minimo di giustizia, ed un po’ di verità, la morte di un uomo malato, che si è suicidato perché aveva davanti a sé una vecchiaia di povertà e malattia, e che aveva perso i suoi soldi nel crollo delle azioni della sua banca, di quella Bpvi di cui si era fidato. Si trattava di centinaia di migliaia di euro, che avrebbero dovuto garantirgli un po’ di serenità nei suoi ultimi anni.

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