sabato , 16 Ottobre 2021

Nuova perquisizione alla Banca Popolare di Vicenza

Nuova perquisizione oggi nella sede centrale della Banca Popolare di Vicenza. Ad effettuarla è stata la Guardia di Finanza, su provvedimento della Procura della Repubblica di Vicenza, che da un anno circa conduce la delicata indagine sulla passata gestione dell’istituto di credito berico. “Cercavamo documenti che non erano ancora stati acquisiti, per un confronto con quelli già oggetto della prima perquisizione, e che oggi abbiamo trovato”, ha spiegato all’Ansa il procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri.

I documenti acquisiti riguarderebbero in particolare i finanziamenti che, a suo tempo, erano stati concessi a fronte dell’acquisto di azioni della banca. Gli anni di cui si parla sono quelli tra il 2012 e il 2015 ed i finanziamenti sono quelli che in gergo vengono chiamati “baciati” e che hanno, tra gli altri, l’effetto di rendere sovrastimato il valore dell’istituto.

Tra i più ingenti fidi concessi in quel periodo dalla Banca Popolare di Vicenza vi sono anche quelli erogati al gruppo dell’imprenditopre romano Alfio Marchini, candidato a sindaco di Roma solo qualche settimana fa, e ai gruppi Fusillo e Degennaro.

Non vi sono però nuovi indagatil, oltre a coloro che sono già noti, ovvero l’ex presidente Gianni Zonin, l’ex direttore generale Samuele Sorato, i due vice Emanuele Giustini e Andrea Piazzetta, e i consiglieri di amministrazione Giuseppe Zigliotto e Giovanna Dossena. Piena e serena collaborazione è stata infine assicurata agli inquirenti del nuovo management della banca.

“Dirigenti e funzionari della Banca Popolare di Vicenza – scrive infatti l’istituto di credito in una nota del pomeriggio – hanno collaborato stamane con la Guardia di Finanza, che ha acquisito documentazione su eventi inerenti il periodo 2012 – marzo 2015 nell’ambito delle indagini da tempo avviate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza, in relazione alle già note ipotesi di reato di aggiotaggio e di ostacolo alla vigilanza”.

L’amministratore delegato di BpVi, Francesco Iorio, ha sottolineato che “la Banca è la prima ad essere interessata a fare chiarezza sul passato” e, nel confermare la propria piena collaborazione e fiducia nell’operato della magistratura, ha ribadito “il proprio impegno incondizionato a ristabilire quel clima di rinnovata trasparenza e fiducia necessario per proseguire nel rilancio della banca, a beneficio dei suoi clienti, azionisti, dipendenti e dei territori in cui l’istituto opera”.

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