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Nomade ucciso, quattro persone fermate

Una faida familiare per motivi in buona parte ancora oscuri. Sarebbe questo il movente dell’omicidio avvenuto ieri nei pressi di Thiene, più precisamente in un pezzo di terreno dove sono accampate con i caravan alcune famiglie nomadi, di etnia Sinti, e dove è avvenuta la sparatoria, verso le 16. La vittima è un uomo di 51 anni, Davide Kari, e con lui è stato ferito dai proiettili anche suo fratello, Vianello Kari, di 42 anni. Dopo la sparatoria i due sono stati scaricati con un furgone davanti all’ospedale di Santorso. Il primo era già morto, mentre il fratello più giovane, nonostante la grave ferita al ventre, se la caverà.

Quanto ai presunti assassini, li hanno fermati più tardi, nei pressi di Sandrigo, mentre erano a bordo di due auto, una Bmw ed un’Alfa Romeo, ed un caravan. E così l’accusa di un omicidio e di un tentato omicidio grava su quattro persone, anch’esse Sinti, tra le quali una donna non più giovane, Lucia Helt, di 59 anni, la madre insomma e, sotto certi, aspetti la figura familiare più autorevole.  Si sarebbe infatti trattato, come dicevamo, di uno scontro tra famiglie, per altro nato di recente, da qualche settimana soltanto, non una faida che si protraeva da tempo e che ha trovato ora un epilogo.

Secondo le prime ricostruzioni anche i motivi non sembrano, almeno dal nostro punto di vista, motivare addirittura un omicidio, ed anche per questo gli inquirenti sono dubbiosi e non escludono che possa esservi ancora qualcosa da scoprire. Del resto pare difficile che si arrivi ad uccidere solo perché è stata magari offesa la memoria di una persona scomparsa… Le altre persone fermate sono Davide Helt, 38 anni, Fulvio Helt, 22 anni e Paradise Kari 28 anni, tutti residenti a Schio e tutti già noti alle forze dell’ordine.

Quanto alla dinamica dell’omicidio, la tragedia si è consumata proprio tra le due roulotte, parcheggiate in questo campo vicino a via Liguria, a ridosso di un paio di alberi, tra Thiene e Zané, nel territorio comunale di quest’ultimo. Si sono sentite urla, strepiti, ed infine gli spari, due soltanto, secchi, con entrambe le vittime colpite all’addome. Altre grida, poi, che chiedevano soccorso, gli assassini che fuggivano e la famiglia delle vittime che con un furgone faceva il tentativo estremo di salvare i congiunti portandoli in ospedale. In un primo tempo si era pensato che questo furgone, dopo aver scaricato le vittime della sparatoria, fosse scappato. Non è così invece, è vero che è andato via, ma solo per parcheggiare poco lontano, e gli occupanti hanno poi raggiunto a piedi l’ospedale.

Le forze dell’ordine però, subito allertate, avevano già predisposto i posti di blocco e soprattutto hanno rapidamente messo in atto un coordinamento tra Polizia Stradale e Carabinieri che ha molto ben funzionato. E’ stata proprio la polstrada a trovare i presunti assassini e metterli in trappola in un’area di parcheggio a Sandrigo. Anche un po’ maldestramente, i fuggiaschi avrebbero cercato di liberarsi di una pistola (nella foto in alto) gettandola dietro un albero. Non hanno avuto difficoltà gli agenti a trovarla subito.

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