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Montecchio, sindaci della Ulss 5 divisi sul punto nascite

Quindici sindaci di altrettanti comuni che fanno parte dell’Ulss 5 Ovest vicentino, hanno sottoscritto questa mattina un documento, per ribadire la loro posizione sulla questione della riorganizzazione dei servizi, in seguito alla costruzione del nuovo ospedale unico di Montecchio Maggiore e di Arzignano.

Il documento, riporta a mo’ di elenco, una serie di considerazioni. A cominciare dall’auspicio che il cantiere del nuovo nosocomio operi in un contesto di massima sicurezza e di rispetto per i pazienti e per le attività assistenziali, che durante i lavori resteranno nelle aree non interessate all’intervento.

Ancora, “che la temporanea riorganizzazione dei servizi negli ospedali di Arzignano, Valdagno e Lonigo, garantisca al massimo i livello di qualità e di servizio fino ad oggi offerti alla popolazione, con particolare riferimento all’attività di reparti, quali l’ortopedia di Montecchio, tra i più importanti per volumi di prestazioni di tutta l’Ulss 5”.

Sottolineando, poi, la speranza che i tempi dell’opera vengano rispettati, le considerazioni si soffermano sulla vicenda del punto nascite. “Ribadiamo ed auspichiamo – si legge, nel documento – che la scelta di accorpare in un unico Punto nascita, nell’ospedale di Arzignano, l’attività ostetrica, oggi attiva anche al San Lorenzo di Valdagno, oltre a rispondere alle esigenze connesse alla costruzione del nuovo ospedale, possa consentire all’azienda Ulss 5 di dotarsi di un Punto nascita più efficiente e sicuro, in cui vengano garantite una dotazione di medici, infermieri ed operatori sanitari adeguata, una presenza, per tutto il giorno, di un servizio di pediatria neonatale collegato al nido, di un reparto di anestesia in grado di offrire alle partorienti il servizio previsto per tutte le donne della Regione della partoanalgesia”.

“In sostanza – conclude la nota – si spera che il consolidamento in un unico Punto nascita dell’attività di ostetricia possa assicurare standard di sicurezza assoluti per tutte le partorienti, un minor numero di parti cesarei, in linea con i migliori obiettivi clinici, e, non ultimo, un numero di parti annui adeguato, superiore sia al limite dei cinquecento parti, che oggi non vengono più raggiunti al San Lorenzo, sia in linea con l’obiettivo dei mille parti per Punto nascita, standard minimo ottimale per un moderno reparto di ostetricia”.

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