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Montecchio Precalcino, rinasce il pozzo di Benincà

A più di sessant’anni dalla sua realizzazione, nel 1954, il pozzo irriguo Benincà di Montecchio Precalcino, in via Scamozzi, è pronto a rinascere e tornerà a servire trecento ettari, soddisfacendo il fabbisogno di circa seicento utenti tra i comuni di Dueville e di Montecchio. Questo grazie ad un progetto di riqualificazione, che prevede due momenti di intervento.

Lo scorso anno, infatti, il Consorzio di bonifica Alta pianura veneta, servendosi di avanzi di bilancio, è riuscito a finanziare il primo stralcio, per un importo di 242 mila euro, di un progetto complessivo di 438 mila euro. Questa prima fase, che sarà conclusa prima dell’estate, ha previsto la perforazione di un nuovo pozzo, fino a sessanta metri di profondità, la costruzione di una nuova cabina elettrica e la ristrutturazione di quella esistente, la chiusura di un tratto di roggia Montecchia e, per finire, alcune opere di recinzione e di messa in sicurezza dell’area. Con il secondo stralcio, per la cui conclusione occorrerà attendere la stagione irrigua 2017, verranno completate le opere, in particolare quelle elettroidrauliche, indispensabili per rendere del tutto operativa la struttura, che garantirà così una portata di 180 litri al secondo.

Tornando al principio, alle origini di questa opera, nel 1954, attraverso una comunione irrigua, più proprietari finanziarono la realizzazione del pozzo. In sintesi, la struttura permetteva il sollevamento dell’acqua dalla falda, da circa quaranta metri di profondità, per alimentare la roggia Montecchia e, grazie ad una serie di condotte in calcestruzzo, era possibile distribuire l’acqua tra i soggetti in comunione.

“Nei primi anni 2000 – spiega in una nota diramata in proposito il Consorzio di bonifica Alta pianura veneta – il Consorzio di bonifica Medio Astico Bacchiglione acquisì dalla comunione irrigua il pozzo nella sua struttura, con l’intento di rimodernarlo e di renderlo utilizzabile, con una funzione di soccorso, in caso di ridotta portata dell’Astico e del canale Mordini. Il pozzo Benincà, quindi, fu stato collegato alla rete irrigua gestita dal Consorzio, per servire i territori della comunione, per un’area complessiva di 300 ettari e circa 600 utenti beneficiari del servizio”.

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