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Il manifesto oggetto della polemica
Il manifesto oggetto della polemica

Gioco d’azzardo, prevenire è meglio che curare

Botta e risposta a distanza tra il gruppo indipendentista in Consiglio regionale “Siamo Veneto” e la deputata del Pd Daniela Sbrollini. Oggetto della disputa è la lotta contro la ludopatia, o ancor meglio, l’atteggiamento dello Stato nei confronti del gioco d’azzardo. Può sembrare una finezza linguistica ma non è così. Combattere la ludopatia infatti vuol dire curare una malattia, combattere il gioco d’azzardo invece significa prevenire questa malattia, e la differenza non è poca. Ed è su questo aspetto che si sono incrociate le lame della parlamentare democratica e del consigliere regionale indipendentista Antonio Guadagnini, primo firmatario di una proposta di legge statale dal titolo “Disposizioni per il divieto del gioco d’azzardo e per la prevenzione della diffusione del rischio legato al gioco d’azzardo nonché per la cura e la riabilitazione dei soggetti affetti da ludopatia”.

Il gruppo “SiamoVeneto” ha anche elaborato una vasta campagna informativa su questo tema, anche con manifesti e volantini. Ed ecco il giudizio di Daniela Sbrollini, che non usa mezzi termini e definisce la campagna di pessimo gusto. “Trovo gravissimo – scrive in una nota – il volantino fatto circolare sul web ed in forma cartacea in cui si definisce lo stato come pusher. La campagna è stata finanziata con soldi pubblici dei cittadini veneti ed è l’ennesimo esempio di una politica che sa solo gridare senza avere la responsabilità di governare la cosa pubblica, che strumentalizza i problemi per lucrare consenso. L’immagine diffusa ovunque mostra una siringa con scritto a caratteri cubitali: drogati con moderazione. La politica invece sta facendo tanto contro la ludopatia, tanto sta facendo il Parlamento, in questa legislatura come nella scorsa, e un gran lavoro lo stanno facendo anche le amministrazioni locali, quella di Vicenza in particolare, dando regole severe contro il proliferare delle sale giochi”.

“Il sottosegretario all’ economia Pier Paolo Baretta – continua – ha recentemente confermato il provvedimento che prevede una riduzione delle attuali macchinette, per concentrarle poi solo in sale specializzate. La legge di stabilità 2016 ha istituito il Fondo per il gioco d’azzardo patologico-Gap, ed è già autorizzata la spesa di 50 milioni di euro annui. Va mantenuto in vita il mercato che però dev’essere controllato e regolamentato. Se così non fosse, con certezza e in poco tempo, vi sarebbe un aumento esponenziale del gioco d’azzardo illegale, gestito da organizzazioni criminali o mafiose senza alcun controllo ed incasso da parte dello Stato”.

“Non si può vietare completamente il gioco – conclude la deputata Pd -, bisogna limitare i fattori di rischio che portano alla ludopatia , si deve cominciare dal togliere il gioco d’azzardo dai luoghi della quotidianità, fare in modo che i giovani stiano lontani dalle sale gioco e dalle scommesse offrendo loro altre possibilità di svago e di ritrovo e prevenendo deviazioni sociali. Lo si può fare attraverso l’attivazione di percorsi educativi, culturali o sportivi, in collaborazione con le scuole e con le famiglie.”

Ed a questo punto ecco la replica di Antonio Guadagnini. “Ho letto – dice – l’intervento di Daniela Sbrollini a proposito della nostra campagna contro il gioco d’azzardo. Posso cominciare dicendo che per una arcana forma di giustizia divina l’onorevole afferma che la politica sta facendo molto contro la ludopatia, cosa che è assolutamente vera. Il problema è che lo Stato dovrebbe fare molto contro il gioco d’azzardo, il quale produce la ludopatia. Al contrario, lo Stato non sta facendo niente contro il gioco d’azzardo, forse perché il governo prevede entrate in aumento da questo canale nei prossimi anni, e quindi non si deve fare niente per contrastarlo. Anzi bisogna incentivarlo, ed in effetti, le campagne pubblicitarie che invitano a giocare (ovviamente con moderazione) lo dimostrano”.

“Campagne pubblicitarie che funzionano perfettamente – continua Guadagnini -, perché nei fatti, le entrate aumentano. La Sbrollini scrive poi che il sottosegretario Baretta ha confermato il provvedimento per la riduzione delle attuali 400 mila slot. Ne hanno di recente scritto sia Avvenire che Gianantonio Stella, denunciando il sostanziale bluff. Poi l’onorevole dice che sono stati stanziati 50 milioni di euro annui per contrastare i danni prodotti dall’azzardo, cifra assolutamente inadeguata a fronte dei quattro miliardi che lo Stato incassa. Il fatto poi che da un lato lo Stato finanzi faraoniche campagne pubblicitarie per invitare a giocare, quando dall’altro investe soldi per la cura dei ludopatici, ha del tragico prima che del comico”.

“L’onorevole – conclude il consigliere regionale – continua poi dicendo che se lo Stato non gestisse il gioco d’azzardo, prolifererebbe l’economia criminale. Stesso motivo per il quale allora si dovrebbe liberalizzare la droga. Invito ad un po’ di coerenza. Potrei continuare, ma mi fermo dicendo che l’intervento della Sbrollini mi ha convinto una volta di più che serve un’azione forte e decisa contro questa piaga sociale, azione che continueremo a fare, perché noi riteniamo un nostro preciso dovere proteggere la salute dei nostri concittadini”.

3 Commenti

  1. Certamente le AWP o slot dei bar sono diffuse e in numero elevato, ma è altrettanto vero che non c’è nessun stato in Europa e nel mondo che abbia un così elevato numero di terminali VLT, 55 mila ( nel mondo ve ne sono 160 mila), di sale VLT dedicate 4.880 , con l’unico controllo dei minori, con terminali che accettano banconote anche da 500 euro e come segnala Bankitalia, Uif: Vlt a rischio per probabile riciclaggio, perchè il ticket che esce non è riconoscibile se è dovuto a vincita o a ripensamento del giocatore, ovvero mini casinò senza averne le caratteristiche di sicurezza e di controllo come i 4 Casinò ufficiali.
    Le ultime notizie dei media di settore ci dicono che in Norvegia un progetto di eliminazione delle slot è fallito miseramente e il GAP e i giocatori patologici, sono rimasti i medesimi di prima e quel Governo ne ha riconosciuto l’errore.

    http://www.jamma.it/personaggi/bernardi-marchio-dellinfamia-alle-slot-dei-bar-agli-operatori-distribuiscono-gli-apparecchi-79961

    Vorrei che si ascoltasse anche la voce del settore e alle aziende come la mia che operano correttamente da oltre 33 anni nel gioco, prima con i videogiochi e coin-op e ora con il gioco a piccola vincita regolamentato e legale e certificato, non solo ai così detti NO SLOT».

  2. Il movimento NO SLOT ha scoperto solo ora i grattini ( a 20 euro a giocata) e le lotterie istantanee in cui ci giocano i giovani, che non giocano alle AWP o slot dei bar, che sono distribuiti in luoghi di prossimità o sensibili, come tabaccherie, autogrill, supermercati, distributori di benzina e persino alle poste, questi giochi, diffusi in ogni luogo e senza particolari licenze.
    Tutto il movimento NO SLOT vorrebbe ghettizzare i giochi le slot o AWP dei bar, come si fa ad affermare che sono meglio i luoghi chiusi (come le sale dedicate VLT, buie con distribuzione magari gratuita di alcolici) da quelli in cui il giocatore ha un rapporto di socialità e controllo di altri avventori come i bar e che si gioca a 1 euro di moneta per volta?
    Continuate il tormentone del gioco e minori, vi ripeto allo sfinimento che i minori con le AWP dei bar non ci giocano e il 9° Rapporto sui diritti dell’infanzia: l’11,5% dei ragazzi gioca online – dal sito della Camera dei Deputati lo dimostra: “Tra i nativi digitali: l’11,5% dei ragazzi intervistati gioca regolarmente d’azzardo online; il 13% scommette online, sul calcio per il 77% e su altri sport per il 10,4%; il 29% gioca anche nei centri scommesse (in genere gli adolescenti dai 17 ai 19 anni) e punta per l’88% sul calcio.”
    E le slot o AWP dei bar? – Strano, poi, che gli apparecchi da gioco – quelle pericolosissime slot machine tanto bandite – non siano nemmeno contemplate nella graduatoria dei prodotti preferiti dai ragazzi.

  3. Spett.le Redazione e Direttore

    Vi scrivo in merito all’articolo «Gioco d’azzardo, prevenire è meglio che curare
    », compiacendomi del fatto che l’On.Sbrollini ha recepito quanto da sempre lo scrivente va affermando.

    Col proibizionismo a senso unico non si è mai risolto nulla, sono un padre di famiglia e mi confronto con la società quotidianamente, ho sempre fatto i conti con la mia coscienza..ma.. “Occorre educare al gioco, qualsiasi esso sia.
    Il vizio del gioco e’ antico. Proibire non risolve. Serve educare all’uso del libero arbitrio. Tutto qui.”
    Queste mie amare righe rivolte a chi pretende di identificare chi opera con gli apparecchi da gioco a piccola vincita le A.W.P. o New Slot installate nei locali pubblici come male assoluto da combattere ad ogni costo, a chi presta il fianco a iniziative dal dubbio intento informativo certamente commerciale ovvero l’iniziativa da limitare gli orari in modo spezzato e iniquo, non dico non lo si debba fare, ma si usi un pò di criterio, rappresentare una delle tante realtà amministrative che vede negli apparecchi dei bar lo sfogo per fare demagogia magari per campagne elettorali.

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