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Consultazione Tav, il bilancio di Palazzo Trissino

Si è conclusa ieri, a Vicenza, la consultazione popolare, con la quale i vicentini hanno avuto la possibilità, compilando un questionario on line sul sito del Comune, di esprimere la loro preferenza sugli scenari progettuali per il passaggio in città dell’alta capacità alta velocità. Terminate anche le indagini telefoniche, sullo stesso tema, condotte dalla società Ipsos, è possibile ora fare un primo bilancio di questa esperienza, nell’attesa che sia completata l’analisi scientifica dei risultati, e si conosca quindi l’orientamento dei partecipanti.

“Solo pochi vicentini, 545, hanno scelto di partecipare compilando il questionario – ha spiegato il sindaco di Vicenza, Achille Variati -. Molti cittadini, invece, non hanno sentito la necessità di esprimersi. Se la cittadinanza fosse stata in totale disaccordo con l’operato dell’amministrazione, che nei giorni precedenti la consultazione aveva espresso il suo parere in favore della soluzione che mantiene la stazione in viale Roma, se la popolazione avesse considerato il progetto dell’alta capacità alta velocità come un pericolo o una minaccia, allora sì in tantissimi avrebbero sentito il bisogno di esprimere la loro opinione”.

“Invece – ha continuato – sono andate a votare poco più di 500 persone, confermando quanto visto nelle assemblee pubbliche o nelle commissioni consiliari aperte al pubblico, dove le presenze di cittadini sono state molto limitate. E questo è un dato positivo, perché significa che la scelta di mettere a disposizione di chiunque tutta la documentazione e di garantire molteplici strumenti di partecipazione, con la massima disponibilità al dialogo e al confronto è stata giusta, e la reazione dei cittadini è proprio per questo un importante segnale di fiducia”.

“Il questionario on line e il sondaggio – ha poi precisato Variati – hanno rappresentato la conclusione di un percorso di partecipazione iniziato quasi due anni fa. Dalla fine del 2014, infatti, ci sono state tante occasioni per gruppi, associazioni, comitati, categorie economiche, cittadini per dire la propria opinione su un progetto che segnerà il futuro della città e del territorio provinciale. Il coinvolgimento della popolazione è stato costante e intenso, con dibattiti in consiglio comunale, riunioni delle commissioni consiliari competenti, presentazioni pubbliche del progetto in Comune e all’esterno, documentazione pubblicata sul sito del Comune, assemblee pubbliche nei quartieri e monotematiche sull’alta capacità alta velocità con la presenza di amministratori, tecnici e responsabili della progettazione delle Ferrovie dello Stato chiamati a rispondere alle domande”.

“Ora il risultato di questo processo di partecipazione democratica è all’attenzione del Consiglio comunale, che sarà chiamato a breve a fare la scelta finale sullo scenario progettuale migliore tra quello che prevede di mantenere la stazione in viale Roma, e quello che ipotizza la sua dismissione e la realizzazione di una nuova stazione in zona Fiera”.

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