Economia

Confindustria Veneto vara il nuovo Statuto

Alleggerimento del volume normativo, semplificazione della governance e raccordo tra il centro e le istanze del territorio. Sono i punti chiave del nuovo Statuto di Confindustria Veneto, approvato oggi, 15 giugno, dal Consiglio regionale della Federazione, e che interpreta gli indirizzi della riforma Pesenti e dello Statuto di Confindustria nazionale. Il documento “è frutto – spiega una nota degli industriali veneti – di un paziente lavoro di proposta di idee, ascolto, condivisione e scrittura, a cui hanno concorso tutte le aree territoriali della regione. Definisce i compiti e il ruolo della rappresentanza regionale, secondo le linee guida di efficienza e partecipazione della riforma Pesenti, che dal 2014 ha dato vita ad una nuova Confindustria con lo sguardo rivolto all’Europa, soggetto propositivo e utile per il Paese, motore della crescita”.

“In tale quadro – continua la nota -, lo statuto approvato oggi disegna una federazione punto di equilibrio e collaborazione fra territorio e centro. Da un lato il ruolo delle associazioni territoriali, che rappresentano gli azionisti ed assicurano alla rappresentanza regionale risorse e competenze. Dall’altro il ruolo vero e proprio di Confindustria Veneto, volto a definire un pensiero strategico valoriale ed identitario del sistema industriale regionale, coordinare e valorizzare i contributi delle associazioni territoriali, esercitare un’azione di lobby e negoziato con le istituzioni regionali”.

“Sono molto soddisfatto del lavoro svolto – ha commentato Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto -. Lo statuto getta le fondamenta per una nuova Confindustria Veneto, più agile e flessibile, ma sempre consapevole del proprio obiettivo principale: operare per il bene delle imprese, ma anche e soprattutto per tutto il sistema economico e la crescita della nostra regione”.
Tra le principali novità, va segnalata l’opera di snellimento e razionalizzazione, tesa a garantire efficienza e risparmio di risorse grazie all’alleggerimento del volume normativo, con il passaggio da 31 a 14 articoli, ma soprattutto alla forte semplificazione della governance. Si passa infatti da sei organi a due: il consiglio di presidenza ed il presidente. Sono soppressi quindi il consiglio regionale, il comitato esecutivo, il comitato esecutivo ristretto, il collegio dei probiviri. Degli organi di controllo rimangono solo i revisori contabili.

Il consiglio di presidenza è composto dal presidente regionale, dai presidenti delle associazioni di territorio, dai presidenti regionale della Piccola impresa e dei Giovani industriali, in tutto nove componenti. Al suo interno il voto non è più solo capitario, ma è determinato anche in termini di contribuzione, diversificata in base al peso contributivo delle Territoriali. Il presidente è eletto dal consiglio di presidenza, dura in carica 4 anni e non è rieleggibile. Può essere scelto tra i presidenti delle associazioni di territorio o tra soggetti esterni con significativa esperienza associativa. Lo statuto entrerà in vigore dal 16 giugno 2016. Il presidente, i vicepresidenti, il comitato esecutivo ed il consiglio regionale terminano il mandato nel mese di febbraio 2017.

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