Veneto

Carceri, la Uilpa denuncia una situazione difficile

La difficile situazione in cui spesso si trova ad operare, anche in Veneto, la Polizia Penenziaria è al centro di una dura presa di posizione del sindacato Uil dei lavoratori della Pubblica amministrazione, che per altro non si limita agli enunciati ma passa ai fatti annunciando che la “segreteria regionale Triveneto della Uilpa Polizia Penitenziaria non parteciperà alla celebrazione del 199esimo annuale del Corpo di Polizia Penitenziaria, poiché ritene che la contingenza della situazione penitenziaria non imponga alcun festeggiamento”. Insomma, le cose vanno male dice la Uilpa, c’è poco da festeggiare. Si provveda invece a risolvere i problemi…

“Gli eventi critici si registrano in maniera sempre più frequente – prosegue infatti il sindacato in una nota -. Tra questi spiccano le aggressioni e i ferimenti del personale in divisa da parte della popolazione detenuta. Si citano i due casi registrati negli ultimi giorni, quello verificatosi a Gorizia in cui sei agenti sono rimasti feriti a seguito di una violenta aggressione da parte di un detenuto straniero e quello occorso a Vicenza in cui un Ispettore è rimasto ferito a seguito di aggressione da parte di detenuto durante le fasi della sua scarcerazione”.

C’è anche il carcere della nostra città dunque tra quelli in cui si sono verificati quegli episodi sui quali secondo la Uilpa occorre intervenire. “Gli organici della Polizia Penitenziaria – spiegano ancora i sindacalisti, il cui documento integrale pubblichiamo in questa pagina allegata – sono sempre più carenti, anche in considerazione del fatto che vi è un nutrito contingente di personale inviato in servizi di missioni per conto della stessa amministrazione in altre sedi del territorio nazionale, a scapito dei reparti periferici. Il servizio dei colloqui familiari nelle giornate festive, voluti fortemente dalla amministrazione centrale, ha cagionato un ulteriore aggravio delle condizioni lavorative ed un aumento dei turni lavorati nelle giornate festive.

“I mezzi destinati alle traduzioni detenuti sono sempre di meno e sempre più obsoleti; mentre i piantonamenti e le visite presso i luoghi esterni di cura sono in continua crescita. I funzionari comandanti sono sempre di meno e quei pochi che sono rimasti a guidare i reparti sono sempre più demotivati. Vengono aperti nuovi reparti detentivi o addirittura interi carceri con personale insufficiente, incidendo sui diritti soggettivi ed interessi legittimi degli agenti. Il personale di Polizia Penitenziaria è in attesa del rinnovo del contratto scaduto nel 2009, e i pensionati del Corpo non vengono sostituiti negli organici dei reparti”.

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