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Breganze nel mirino di Forza Nuova per i profughi

Nuova dura presa di posizione della destra estrema vicentina, nel caso specifico Forza Nuova, sul tema dell’accoglienza dei profughi sul nostro territorio, all’indomani per altro dell’appello del prefetto di Vicenza, Eugenio Soldà, rivolto ai sindaci affinché facciano uno sforzo e acconsentano alle richieste del governo di sistemare nuovi migranti in arrivo.Nel mirino del movimento della destra radicale c’è però stavolta soprattutto un comune, Breganze, dove Forza Nuyova allestirà sabato 11 giugno, dalle 9.30 alle 19, un gazebo informativo  per “manifestare il proprio dissenso circa le politiche di integrazione promosse dall’amministrazione comunale e in particolar modo dal sindaco Piera Campana”.

“Riteniamo doveroso – scrivono gli attivisti in una nota – scendere in piazza a Breganze, di fronte ad una serie di interventi promossi dal Comune. Lo facciamo perché riteniamo che i cittadini di abbiano diritto a maggior rispetto e soprattutto debbano avere la precedenza assoluta, da un punto di vista sociale, rispetto agli stranieri. Prima un terreno regalato di fatto ai nomadi, ora uno stabile comunale messo a disposizione per l’ospitalità ad 8 profughi, o presunti tali. La pazienza ha un limite”.

“il sindaco – stigmatizza Enrico Santini, coordinatore della sezione Forza Nuova Alto Vicentino – ha la responsabilità di avere firmato uno scellerato protocollo d’intesa con la prefettura, aprendo solo sulla carta le porte del proprio comune all’arrivo di due profughi ogni mille abitanti. Ma tutti sappiamo, l’esperienza lo dimostra, che tale accordo è solo l’anticamera dell’arrivo di altre decine di profughi sul territorio comunale, dove cooperative e strutture finto caritatevoli, hanno capito di avere terreno fertile per lucrare sul business dell’immigrazione, alle spalle dei cittadini di Breganze”.

“L’edificio che ospita questi signori – continua Santini – si trova proprio di fronte alle scuole. Il sindaco dice che il protocollo funziona, ammettendo però delle criticità e dichiarando che cinque di questi otto profughi persino lavorano. Bene, ora il sindaco ci dica quali sono le criticità, e ci dica cosa fanno gli altri tre profughi. Ci dica da dove vengono costoro, ci dica se hanno già ottenuto il diritto d’asilo o se li chiama profughi per facilità ma sono ancora a tutti gli effetti dei clandestini. La cittadinanza di Breganze ha il diritto di sapere. Nel frattempo noi saremo in piazza per una raccolta firme, proprio per dire no a protocolli d’intesa con la Prefettura e per ribadire un concetto basilare che dovrebbe essere l’asse portante di chi amministra: prima gli italiani”.

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