giovedì , 21 Ottobre 2021

BpVi, paura per un ordigno alla filiale di Brescia

“Banca Popolare di Vicenza sta richiedendo ad alcuni il rientro su fidi garantiti da azioni. Se la banca vi contattasse, siamo a disposizione per intervenire con i nostri legali”. E’ quanto ci fa sapere l’associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”, e non ha bisogno di ulteriori commenti, né di facili battute, anche se il pensiero va alla ormai famosa barzelletta raccontata da Mario Draghi sul cuore dei banchieri… Ci limitiamo quindi a segnalare l’indirizzo email dell’associazione, che è: info@noichecredevamonellabpvi.com.

Per quanto riguarda invece il resto, la notizia di oggi riguardante la Banca Popolare di Vicenza viene da Brescia, e preoccupa non poco. Una specie di bomba a mano infatti è stata trovata davanti all’ingresso di una filiale bresciana della BpVi. Poco più di un residuato bellico, certo, tuttavia il fatto dà la misura del clima che c’è intorno all’istituto di credito veneto, e forse intorno al mondo bancario in generale. Non è successo nulla comunque, per fortuna, l’ordigno è stato visto dal direttore della filiale, proprio mentre la apriva, ed è stato subito reso inoffensivo.

Sull’episodio è intervenuta oggi la Uilca, primo sindacato veneto presente nel Gruppo Banca Popolare di Vicenza, esprimendo solidarietà ai colleghi bresciani. “Denunciamo in modo netto – scrive la Uilca in una nota – il clima a dir poco ostile che si è venuto a creare per responsabilità del passato management che non sono addebitabili in alcun modo ai dipendenti. Diffidiamo chiunque a esternare in modo irresponsabile accuse gratuite contro i dipendenti e siamo pronti a costituirci parte civile contro ogni altra azione diffamatoria che di fatto possa dare sponda ad azioni criminose. Ci siamo già fatti promotori nei confronti dell’azienda per fissare i criteri di un piano sicurezza che tuteli i dipendenti contro atti delinquenziali”.

Per quanto riguarda invece la notizia giunta ieri, in serata, vale a dire l’indicazione da parte di Quaestio, gestore del Fondo Atlante, della composizione del futuro consiglio di amministrazione della banca, è il deputato del Pd, Federico Ginato, ad intervenire. “Dopo l’intervento del fondo Atlante – sottolinea Ginato – avevo auspicato che ci fosse un’attenzione particolare per dare risposta ai risparmiatori vittime di azioni illegali. Quel mio invito sembra oggi trovare risposta negli indirizzi espressi dalla Quaestio sgr, ed è questo, assieme alla richiesta dell’azione di responsabilità, un passaggio fondamentale per il futuro”.

“Era importante – continua il parlamentare – che arrivasse un messaggio chiaro sui nodi aperti. Ed è arrivato. La riduzione del numero degli amministratori e il dimezzamento dei compensi sono una svolta attesa e dovuta rispetto al passato, così come è importante l’appoggio all’azione di responsabilità in linea con quanto chiesto anche a suo tempo dal premier Renzi. Ritengo però fondamentale la dichiarazione di un impegno concreto per risarcire i vecchi soci. Si tratta di un’assunzione di responsabilità rispetto a quanto la banca può aver fatto in passato. Salvataggio significa anche questo. Ora è quindi importante individuare quali siano gli strumenti più efficaci da adottare perché il rilancio della banca si accompagni al risarcimento dei soci storici”.

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