giovedì , 16 Settembre 2021

BpVi, la Cgil: “80 posti di lavoro a rischio nell’indotto”

Cgil Vicenza preoccupata per i contraccolpi sull’occupazione derivanti dalle  vicissitudini di Banca Popolare di Vicenza, conseguenze che cominciano a essere evidenti e che rischiano di essere davvero forti. Il sindacato ne ha parlato a Bassano, nei giorni scorsi, in un incontro al quale hanno partecipato personalità di varia provenienza, dal sindaco della città Riccardo Poletto a Don Matteo Pasinato, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale del lavoro.

Giampaolo Zanni
Giampaolo Zanni

Ne è emersa una situazione preoccupante, che parla di duemila bancari, nella nostra provincia, che vivono giorni di tensione e paura per il futuro, e di un indotto su cui già si sta abbattendo la scure. E’ il caso, ad esempio, dell’impresa di pulizie di Vicenza “Bottazzi e Vancini” che sarebbe sul punto di licenziare ottanta persone poiché tra 15 giorni le scade l’appalto per le pulizie presso la banca. Senza parlare poi delle “risorse ingenti – ha sottolineato il segretario generale provinciale della Cgil, Giampaolo Zanni, – perse dalle famiglie e dal mondo produttivo che vanno ad impoverire il territorio in modo drammatico”.

Il sindacato ha fatto il punto sulla vicenda questa mattina, in un direttivo allargato all’attivo provinciale, all’Alfa Hotel di Vicenza, analizzando la situazione ed annunciando che la Filcams  si è attivata per tutelare gli ottanta lavoratori del comparto delle pulizie che rischiano il posto di lavoro. “Stiamo cercando di capire cosa stia succedendo – ha detto Zanni -: se si tratti per loro di licenziamenti per cambio di appalto, cosa già grave, o se possa trattarsi di cessazione dovuta ai cambiamenti che investono la banca Popolare di Vicenza, cosa che sarebbe doppiamente grave”.

Per quanto riguarda, nel loro complesso, i drammatici mesi vissuti dalla città e dalla sua banca, nell’ultimo difficile anno, Zanni ha posto l’accento soprattutto sulla necessità che si faccia chiarezza. “E’ inaccettabile – ha detto – che non sia stata ancora avviata una azione di responsabilità nei confronti dei passati vertici dell’istituto di credito, quelli cioè che hanno causato questo grande disastro che, al vicentino, viene costare circa sei miliardi di euro. Occorre inoltre pensare ad un futuro, per BpVi, all’insegna della tutela, sia dei lavoratori che dei risparmiatori, e di un serio piano industriale. E deve essere risolta anche un’altra questione, ovvero quella che riguarda gli intrecci, anch’essi inaccettabili, tra il mondo dell’industria, quello della finanza, la politica e l’informazione”.

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