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BpVI, Pd: “Mezzi al Tribunale per sveltire le cause”

Forme di risarcimento ai vecchi soci e più personale nel Tribunale di Vicenza per accelerare le cause. Sono queste le due richieste che arrivano da due parlamentari vicentini del Partito Democratico, Federico Ginato e Rosanna Filippin, che stanno per presentare un’interrogazione alla Camera e al Senato per chiedere un potenziamento del tribunale cittadino, anche a seguito delle numerose cause presentate dai soci della Banca Popolare di Vicenza. In questi giorni i due parlamentari hanno incontrato il presidente del tribunale ribadendogli il loro sostegno per la struttura.

“Da una parte – spiegano Ginato e Filippin – sollecitiamo il ministro a rinforzare il Tribunale di Vicenza con nuovi giudici e nuovo personale amministrativo, per garantire risposte in tempi adeguati e certi alle denunce che gli azionisti della BpVi stanno presentando. Un intervento necessario, anche per evitare il rischio che venga annullato il lavoro che tanti, a partire dal presidente Rizzo, stanno facendo per migliorare l’efficienza della struttura”. Dall’altra torniamo a chiedere, come già fatto nelle scorse settimane, che vengano adottate con urgenza forme di risarcimento per i vecchi soci. In questo senso è grave che il Cda di Veneto Banca abbia ritardato la decisione sull’azione di responsabilità”.

“Ci auguriamo – continuano i due parlamentari – che questo avvenga presto e che, in linea con gli indirizzi espressi da Quaestio sgr per la BpVi, non ci si fermi, sia sui risarcimenti che sulle azioni di responsabilità. Lo dobbiamo ai tanti risparmiatori che si trovano in difficoltà, si sentono ingannati e senza certezze, chiedono giustizia. A tutti loro deve arrivare un messaggio chiaro: chi ha sbagliato pagherà. Ci uniamo quindi al dolore e al silenzio con cui oggi viene ricordata la morte di Antonio Bedin, con la consapevolezza che il futuro della BpVi può nascere solo se vengono fatti i conti con il passato e se chi è stato vittima di azioni illegali troverà giustizia”.

“Per questo – concludono – è necessario che la procura abbia la concreta capacità di prendersi carico delle cause presentate. Capacità che oggi non c’è a causa della mole straordinaria di denunce e di una pianta organica inadeguata. È già stato avviato un percorso di potenziamento della struttura ma un intervento del Ministero in questa direzione non sarà solo un atto concreto di sostegno al lavoro del tribunale, ma anche un messaggio ai tanti risparmiatori che chiedono giustizia ”.

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