giovedì , 29 Luglio 2021

Bassano, a “Resistere” è il giorno di Luis Sepulveda

“Se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo”. Tra letteratura e impegno civile, quello di domani, domenica 26 giugno, a Bassano è l’appuntamento più atteso della rassegna letteraria Resistere, organizzata dalla Libreria Palazzo Roberti in collaborazione con il Comune di Bassano del Grappa. Arriva infatti Luis Sepulveda che, assieme a Bruno Arpaia (scrittore, giornalista e traduttore, profondo conoscitore della letteratura spagnola e latinoamericana) sarà intervistato da Eugenio Tassini. Tutto questo sul palco di Piazza Libertà, a partire dalle 17, con ingresso libero. In caso di maltempo l’evento si terrà al Teatro Da Ponte).

“Voler migliorare il mondo – chiosano gli organizzatori – può sembrare utopistico, si può credere che fare affidamento sulla parte migliore dell’uomo sia un’ingenuità che rischiamo di pagare duramente. Alcune persone però sono impegnate con coerenza da sempre in questa direzione. Luis Sepulveda ha lottato in prima persona per l’affermazione dei diritti umani e con l’arma della letteratura ci propone una possibile realtà diversa, migliore per tutti”.

Sepúlveda è nato in Cile, nel 1949, e vive in Spagna, nelle Asturie. Militante di Unità popolare, fu costretto a lasciare il paese in seguito al colpo di stato che mise fine al governo di Salvador Allende. Il suo impegno di militante ecologista lo ha spinto a partecipare a diverse missioni dell’organizzazione ambientalista «Greenpeace». Ha esordito nella narrativa con la raccolta di racconti “Cronache di Pietro Nessuno” (1969), alla quale sono seguiti “Le paure, le vite, le morti e altre allucinazioni” (1986) e “Taccuino di viaggi” (1987). Si è imposto definitivamente con il romanzo “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” (1989).

Altri suoi titoli successivi sono “Il mondo alla fine del mondo” (1989), “Un nome da torero” (1994), “La frontiera scomparsa” (1994), l’originale libro di viaggi “Patagonia Express” (1995) e la favola-parabola “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (1996). Il piacere di narrare e l’impegno politico e ambientalista s’intrecciano nelle opere successive: “Incontro d’amore in un paese in guerra” (1997), “Diario di un killer sentimentale” (1998), “Cronache dal cono sud” (2006), che dall’opposizione di principio a qualunque guerra estrae una riflessione amara e lucida sui primi anni del millennio. Tra gli ultimi romanzi ricordiamo: “Ritratto di gruppo con assenza” (2010), “Ultime notizie dal sud” (2011) fino al più recente “Storia di un cane e del bambino a cui insegnò la fedeltà” (2015). Tutti i suoi libri sono pubblicati in Italia da Guanda.

Da segnalare infine che in serata, alle 21, al Castello degli Ezzelini, discutono di resistenze e fragilità Paolo Crepet e Ilvo Diamanti, intervistati dal vicedirettore dell’Espresso Marco Damilano. Anche in questo caso l’ingresso e libero e se il meteo ci si mette di mezzo la serata si terrà al Teatro Da Ponte. “Il tema ispiratore della rassegna – spiegano gli organizzatori – trova in questo confronto a più voci la sua sintesi migliore. Personalità con competenze diverse, uno psichiatra, un sociologo e un giornalista, tutti attenti analisti della nostra società, affrontano la condizione universale dell’individuo che singolarmente, o in forma collettiva, deve confrontarsi con le dinamiche del mondo moderno. La fragilità è di tutti noi; ma anche la possibilità di resistere, di crescere e di aiutarsi per superare le difficoltà”.

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