Il presidente americano Barack Obama sta per passare il testimone. Il bilancio della sua presidenza è sicuramente positivo
Il presidente americano Barack Obama sta per passare il testimone. Un bilancio sicuramente positivo il suo...

A “Villeggendo” Teodori ed il suo Barack Obama

Barack Obama,  al successore eletto dal popolo americano: l’8 novembre 2016 è la data che segna la fine di un’epoca, sancita dall’entrata in carica del nuovo presidente, con il giuramento sulla Costituzione che si terrà il 20 gennaio 2017. Questa sera, lunedì 20 giugno, durante la rassegna “Villeggendo”, a parlare con Massimo Teodori, autore del libro “Obama il grande”, c’era Giacomo Possamai, giovane vicentino che è stato volontario alla campagna elettorale di Obama a Filadelfia. I due relatori si sono confrontati con un pubblico numeroso sullo scenario suggestivo di Villa Saraceno ad Agugliaro.

«Io ho voluto scrivere questo libro» spiega Teodori, docente di Storia e istituzioni degli Stati Uniti «perché, secondo me, la sua presidenza, iniziata con moderazione, ha segnato una svolta incredibile nella storia americana. Noi siamo italiani ed europei, non possiamo capire la riforma radicale dell’Obamacare che ha rivoluzionato la sanità pubblica americana». Negli Usa, il paese più ricco al mondo, i cittadini non hanno l’assicurazione sanitaria e quindi non tutti, in particolare gli strati più poveri, hanno la possibilità di curarsi. «Questo meccanismo» commenta Teodori «rientra nello spirito dei cittadini americani che sono contrari alle interferenze statali negli affari privati».

Con l’Obamacare viene data la possibilità ai 48 milioni di persone non assicurate di stipulare una polizza con prestazioni minime garantite, tra cui le cure per i figli fino ai 26 anni. «Questa riforma» afferma Teodori «è riuscita solo ad Obama. Johnson era riuscito solo a promulgare un paio di leggi sull’assistenza sanitaria agli anziani. Questa copertura sanitaria non pubblica, ma universalmente accessibile, consente di contrattare sul libero mercato la propria assicurazione al prezzo più vantaggioso. Questo è uno dei motivi per cui definisco Obama “grande”, sarà uno dei presidenti che verrà ricordato come importante in futuro».

Non potendo più essere eletto, dopo due mandati, si cominciano a tirare le prime somme sulla sua presidenza, che ha avuto il merito di mutare radicalmente la politica americana sul fronte della politica interna e sul fronte della politica internazionale. Obama, che segue la filosofia “Don’t do stupid shit”, ovvero “Non fare sciocchezze”, ha cercato di non condurre nuove campagne militari all’estero, contrariamente al carattere interventista della nazione, e ha ritirato le truppe in Afghanistan e in Iraq. Per questo aspetto è stato molto criticato, soprattutto in un momento in cui il terrorismo sembra dominare i paesi del Medio Oriente.

«La sua politica estera» spiega Teodori «evidenzia il suo modo nuovo di rapportarsi con il resto del mondo, con la ricerca di un sistema di relazioni più multilaterale, più dialogante e meno bellicista, con un incremento dei risultati ottenuti sul campo diplomatico come i contatti con Cuba o l’accordo sul nucleare con l’Iran». Gli Usa possono essere la guida del mondo senza esserne il “gendarme”, ognuno si assume le proprie responsabilità senza aspettare l’intervento degli americani per risolvere tutto.

A “Villeggendo” Teodori, parlamentare radicale per tre legislature e autore di numerosi saggi sugli Usa, ha inoltre spiegato la differenza tra le migrazioni europee ed americane: «in America, dove non esisteva una tradizione, i migranti hanno costituito la forza della nazione, vere e proprie risorse che hanno trasformato delle terre vergini in stati operosi e ricchi, mentre in Europa, dove la Storia ha forgiato le caratteristiche dei diversi popoli, coloro che arrivano fanno fatica ad integrarsi». Il prossimo appuntamento è previsto per venerdì 24 ad Albettone con Candida Livatino che presenta “Scrivere con il cuore”.

Camilla Bottin

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