giovedì , 21 Ottobre 2021
Pfas, procedono i lavori sugli acquedotti

A Cavazzale si fa il punto su “L’acqua che beviamo”

L’acqua sarà il tema di un incontro a Cavazzale di Monticello Conte Otto. Giovedì 23 si terrà infatti, nella sala civica Bressan, in via Leonardo Da Vinci, il convegno dal titolo “L’acqua che beviamo: certezze e timori”. La serata inizierà alle 20.30 e si inserisce nel calendario degli incontri promossi e sostenuti da Acque Vicentine, che hanno l’obiettivo di favorire le iniziative di conoscenza, di tutela e di valorizzazione delle nostre acque.

Per quanto riguarda il programma dell’evento, dopo gli interventi del presidente del consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, e di Dino Secco, la parola passerà, per gli aspetti più tecnici, al direttore generale di Acque Vicentine, Fabio Trolese, e all’ex direttore del Centro idrico Novoledo, Lorenzo Altissimo. Il primo terrà una relazione dal titolo “La qualità delle acque. Dai pozzi ai rubinetti. Quali garanzie?”, mentre il secondo parlerà de “Le nostre falde. Abbondanza o scarsità?”.

L’incontro intende ribadire anche la centralità e la particolare attenzione che Monticello Conte Otto dedica all’acqua. Già in passato, infatti, numerosi convegni interprovinciali si sono tenuti in questo comune, ricco di corsi d’acqua, e dal quale ogni anno vengono prelevati più di tredici milioni di metri cubi d’acqua, che riforniscono gli acquedotti di Padova e provincia.

“Di acqua – ha spiegato il vice presidente di Acque Vicentine, Alessandro Zoppelletto, – si tende a parlare solo quando ci sono problemi di inquinamento, di siccità, oppure quando arriva una bolletta salata da pagare. In realtà credo che ci sia scarsa attenzione nei confronti di questa importante risorsa. Siamo abituati, da sempre, a disporre di acqua in grande quantità. Ma negli ultimi anni ci siamo accorti che può iniziare a scarseggiare anche da noi. Per questo sono stati avviati degli studi per la ricarica delle falde. Non bastano le piogge abbondanti di questo periodo per ristabilire il bilancio idrico. Ci vuole altro. Ci stiamo anche accorgendo che se non facciamo attenzione, possiamo trovarci a fare i conti con inquinamenti più o meno estesi delle falde, come recentemente accaduto per l’inquinamento da Pfas.”

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