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Stefano Bollani
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Vicenza jazz, è la serata di Stefano Bollani

Serata di grande fascino quella di questo sabato 7 maggio, per il festival New Conversations Vicenza Jazz che propone, in Piazza dei Signori, alle 21, un palco con il pianista Stefano Bollani e il sassofonista Daniele Sepe con il suo quintetto, composto dalla cantante Flo, e da Tommy De Paola alle tastiere, Davide Costagliola al basso elettrico e Paolo Forlini alla batteria. Si tratta di uno spettacolo musicale creato appositamente per la piazza vicentina che, affiancando il più celebre dei jazzisti nazionali a un musicista noto per lo spirito libertario insito nella sua musica, interpreta al meglio il tema conduttore del festival. Con questi artisti si può infatti dire davvero che Vicenza Jazz si mette “Di nuovo in viaggio verso la libertà”. Dopo il concerto di Bollani e Sepe, il Bar Borsa Jazz Café Trivellato, sotto la basilica palladiana ospiterà un Dj set, a partire alle 23.30.

Il sabato festivaliero prevede comunque appuntamenti anche durate la giornata. Presso TheArtsBox alle 18 verrà proiettato il film “Il sogno”, di Adolphe Sax, documentario sulla storia del sassofono del regista Paolo Fazzini (che sarà presente di persona), mentre la Basilica Palladiana ospiterà una giovane band tedesca: Bluenote, Pforzheim Jung Jazz (ore 19). Alla Sala dei Chiostri di Santa Corona si terrà, dalle ore 9 alle 16, un convegno di musicoterapia a cura del Centro studi musicoterapia alto Vicentino.

Tornando al concerto principale di questo sabato vicentino in jazz, è un incontro tra due grandi mattatori musicali quello della serata in Piazza dei Signori. Non è la prima volta che Stefano Bollani e Daniele Sepe si presentano assieme: sono già andati in scena con “Napoli Trip”, quartetto guidato da Bollani che comprendeva anche Nico Gori e Jim Black. Ma il concerto vicentino sarà una novità, che coinvolgerà un inedito cast musicale.

La carriera di Bollani ha imboccato così tante strade da non essere più riassumibile nei tipici “cenni biografici”: dischi di successo intercontinentale, concerti sold out capaci di attrarre un pubblico eterogeneo, programmi radiofonici e televisivi di culto, attività letterarie e popolari. Un successo che vive su una ricetta dai molti ingredienti: una tecnica pianistica virtuosa ed impeccabile, amore per il jazz non meno che per la canzone italiana e la musica brasiliana, senza dimenticare i recenti exploit nella musica classica. Il tutto sormontato da una spiccata vis comica.

Daniele Sepe invece, con il suo sax, dà voce a un messaggio musicale libertario e anarchico. Sepe, nato a Napoli nel 1960, è una sorta di Frank Zappa della musica partenopea: jazz, world music, rock, reggae, si mescolano in una policroma fusione di stili. Musica dai contenuti spesso impegnati eppure sempre capace di penetrare l’animo popolare.

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