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Vicenza celebra la Giornata mondiale contro l’omofobia

Anche quest’anno Vicenza si prepara a celebrare, il 17 maggio, la “Giornata mondiale contro l’omofobia”. L0 farà con un programma di iniziative piuttosto lungo, che partirà domani, 14 maggio per concludersi il 31. Un piccolo prologo ci sarà stasera, quando alle 21, la Basilica Palladiana si illuminerà con i colori della bandiera arcobaleno. Ma il momento più significativo sarà sabato 14 con l’evento “Un abbraccio contro l’omofobia”, un grande girotondo di persone aperto a tutti, che simbolicamente abbraccerà la Basilica Palladiana, a partire dalle 17 in piazza delle Erbe. Il programma è stato presentato ieri, a palazzo Trissino, dal consigliere comunale delegato alle pari opportunità, Everardo Dal Maso, da Mattia Stella, in rappresentanza delle associazioni Lgbt (Lesbian, gay, bisex, transgender), e da Alessandro Betto, per l’associazione Delos.

Ricordiamo che la giornata contro l’omofobia è una ricorrenza promossa dall’Unione Europea, fin dal 2007, per ricordare che il 17 maggio 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità eliminò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, favorendo il superamento del pregiudizio scientifico e della discriminazione sociale nei confronti di lesbiche e gay. L’obiettivo della giornata è promuovere e coordinare eventi di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare ogni forma di violenza fisica, morale o simbolica, legata all’orientamento sessuale.

E’ necessario, infatti, tenere alta l’attenzione verso tutte le forme di discriminazione sessuale, per contrastare gli atteggiamenti omofobici, frutto spesso di paura, pregiudizio, odio, violenza e per confermare l’impegno a far crescere in ogni ambito di vita, la cultura del rispetto, della dignità e dei diritti della persona. Gli eventi sono organizzati dalle sei associazioni vicentine riunite nel Coordinamento vicentino associazioni Lgbt (Delos, Agedo Vicenza per il Triveneto, La Parola, Rete genitori rainbow, Famiglie arcobaleno, 15 giugno Arcigay Vicenza), in collaborazione con l’ufficio comunale per le pari opportunità e le associazioni Canone inverso, Percorso danza, Botteghe di piazza delle Erbe e Rete studenti medi.

Oltre all’abbraccio alla Basilica, il programma prevede percorsi di lettura sulle tematiche LGBT e una conferenza su cinema e omosessualità. Da tempo l’amministrazione comunale di Vicenza è impegnata su questo fronte, a partire dall’adesione alla Rete nazionale Ready per le pubbliche amministrazioni, promossa dai comuni di Roma e Torino. Inoltre il comune ha sostenuto l’avvio di uno sportello informativo Lgbt in locali comunali, nella sede dell’associazione “Donna Chiama Donna onlus”, in via Torino. Si tratta del primo servizio di questo tipo in città e prevede consulenza e sostegno psicologico gratuiti per questioni di genere, mobbing, coming out, bullismo omofobico, transizioni di genere.

“Quella di mercoledì scorso – ha sottolineato Dal Maso, durante la presentazione della Giornata contro l’omofobia, – è stata una giornata storica per il nostro paese, con il via libera definitivo della Camera alla legge sulle unioni civili . L’Italia compie un passo in avanti nel riconoscimento di diritti alle coppie omosessuali, e questo è un segnale molto forte nella lotta contro l’omofobia. Lo scorso anno quasi 500 persone hanno partecipato alle iniziative organizzate dal Comune per celebrare la giornata mondiale contro l’omofobia. Ci auguriamo che anche quest’anno la partecipazione agli eventi organizzati sia altrettanto calorosa”.

E domani, a Vicenza, all’”Abbraccio contro l’omofobia”, ci sarà anche la senatrice del Pd Rosanna Filippin. “Sarò anch’io – ha spiegato – uno dei tanti anelli di un girotondo con il quale ribadiremo il nostro no all’omofobia e alle discriminazioni. Nei giorni scorsi, con il voto alla Camera sulle unioni civili, il nostro Paese ha fatto un passo avanti nella tutela e nell’affermazione dei diritti. Ma ancora molto c’è da fare. Con l’abbraccio di domani vogliamo dimostrare che noi ci siamo e che non si ferma il nostro impegno per un’Italia migliore. Un’Italia in cui i diritti civili non devono essere chiesti, ma vengono garantiti”.

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