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Veneto sull’orlo di una crisi diplomatica per la Crimea

Si parla del Veneto in questi giorni nel mondo della diplomazia europea. Questo a causa della risoluzione, votata in Consiglio regionale, con la quale l’assise di Palazzo Ferro Fini ha preso una posizione fin troppo chiara nella contesa tra Russia e Ucraina a proposito della Crimea. Come molti ricorderanno infatti, l’anno scorso, per la penisola sul Mar Nero, da sempre oggetto di rivendicazioni dall’una e dall’altra parte, è stata anche combattuta una piccola guerra (si fa per dire; piccola comunque se rapportata al dramma del medio oriente o, per rimanere in zona, a quello della ex Jugoslavia dei decenni scorsi).

La situazione, benché si sia un po’ raffreddata, è ancora estremamente tesa. Ricordiamo anche che la disputa dello scorso anno fu causata da una sorta di annessione della Crimea da parte della Russia, attraverso un contestato referendum, quella stessa Crimea che prima di allora rientrava invece all’interno dei confini ucraini. Ad onor del vero va detto che la popolazione nella penisola è in maggioranza, di etnia Russa.

Ebbene il Veneto ha preso una posizione netta a favore della Russia, per altro anche dopo, evidentemente, averlo annunciato agli interessati vista la presenza in Consiglio regionale di parecchi inviati delle televisioni russe. Questo, e non poteva essere altrimenti, ha prodotto le ire del governo di Kiev e quasi provocato un incidente diplomatico. Fin qui i fatti. Quanto alle motivazioni e ai commenti in proposito, il Consiglio regionale è spaccato in due (anche qui si fa per dire, dato che le due metà sono asimmetriche vista la consistente maggioranza che sostiene Luca Zaia).

La fonte ufficiale, ovvero l’amministrazione regionale a guida leghista e maggioranza di centro destra, parla di un “Sì convinto al diritto all’autodeterminazione della Crimea” e la frangia indipendentista aggiunge “e del Veneto”. Comunque il presidente delle Regione ha soprattutto sottolineato che il motivo di fondo della scelta è da ricercarsi nell’embargo economico europeo nei confronti della Russia, una misura che danneggia abbastanza anche l’economia veneta. In alto pubblichiamo il video con le dichiarazioni in proposito di Zaia.

Di altro avviso è la minoranza del Partito Democratico, fortemente critica verso la scelta veneta di schierarsi con la Russia su un tema così delicato, scatenando le ire degli ucraini. Ed è così che il democratico Stefano Fracasso, il vicepresidente della Prima commissione, ha inviato oggi una lettera, a nome del Gruppo consiliare del Pd, all’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, al Ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, e all’ambasciatore dell’Ucraina Yehven Perelygin. “L’approvazione di questa risoluzione – sottolinea senza mezzi termini Fracasso – è una farsa che ridicolizza il Veneto e lo pone al di fuori di ogni logica istituzionale. Comprendiamo benissimo le difficoltà di una parte della nostra economia, ma non è certo con questi provvedimenti che aiutiamo il Veneto e i veneti”.

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