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Giro di vite contro le strutture turistiche abusive

“I Comuni, la Città metropolitana di Venezia e le Province effettuano i controlli sulle strutture ricettive anche attraverso la verifica delle informazioni pubblicate sui siti internet di prenotazione ricettiva, la cui risultanza deve essere pertanto considerata a tutti gli effetti atto d’accertamento in base alla Legge n°689 del 1981 in materia di modifiche del sistema penale”.

È questa la proposta, avanzata dall’assessore al turismo della Regione del Veneto, Federico Caner, inserita in un articolo nel collegato alla finanziaria regionale, che sarà presto esaminato e votato dall’assemblea di palazzo Ferro Fini, per contrastare l’abusivismo nel settore dell’ospitalità, fenomeno assurto agli onori delle cronache di recente.

Nei giorni scorsi, infatti, una task force composta da più di centocinquanta tra militari della Guardia di Finanza ed agenti della polizia locale di Venezia, a coronamento di un’attività investigativa iniziata nel settembre 2015, ha eseguito un intervento capillare, controllato un centinaio di strutture turistiche del centro storico veneziano. Questa operazione “Venice Journey” ha permesso di scoprire svariati operatori non autorizzati, sconosciuti al fisco ed alla banca dati comunale sull’imposta di soggiorno.

“L’operazione di Guardia di Finanza e polizia municipale – ha sottolineato Caner – che ha consentito di individuare e denunciare numerose situazioni di irregolarità nell’esercizio dell’attività di affittacamere, appartamenti e bed&breakfast, vale purtroppo, anche se in minor misura, per altre città venete. Non solo perché le associazioni di categoria chiedono di reprimere un fenomeno che danneggia l’economia turistica sana del nostro territorio, ma anche per una questione di giustizia, siamo impegnati a fornire agli Enti locali e alle autorità che svolgono funzioni di vigilanza e controllo sulle strutture ricettive, strumenti efficaci per smascherare gli abusi e perseguirli adeguatamente”. 

“Il fatto che sia previsto un atto di accertamento – ha precisato – permetterà di sanzionare gli operatori turistici scorretti. Fino ad ora, infatti, l’assenza nelle norme di questa qualificazione, ha impedito a chi effettua controlli sui siti internet di prenotazione, di usare legittimamente nel procedimento sanzionatorio gli illeciti amministrativi accertati”.

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