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Monica Cirinnà e Rosanna Filippin
Monica Cirinnà e Rosanna Filippin

Unioni Civili, il day after del passo avanti italiano

Nel day after della legge sulle unioni civili si è davvero sentito di tutto e di più. Almeno per quanto riguarda i telegiornali nazionali, ancora oggi la principale fonte di informazione degli italiani, non c’è stata comunque abbondanza di commenti da parte dei cattolici e dalle gerarchie ecclesiastiche. E questo non meraviglia, per molti motivi. Nonostante infatti la fiera opposizione della chiesa al riconoscimento del diritti degli omosessuali a formare una famiglia, il mondo cattolico è diviso, con molti cristiani anche praticanti che ritengono giusta, in fondo, la normativa che l’Italia si è data ieri con la approvazione del disegno di legge Cirinnà.

Le reazioni di condanna che abbiamo invece avuto il piacere (si fa per dire) di ascoltare con abbondanza sono state di altro segno, più mercantile potremmo dire, elettorale e strumentale insomma. Ed è per questo che sorvoliamo su di esse, salvo magari ricordare a Matteo Salvini che il progresso va avanti, persino in Italia, e segnalare a qualche sindaco, ad esempio a quello di Rovigo, che il suo ruolo non gli consente di rifiutarsi di applicare una legge dello Stato…

Per quanto riguarda i commenti a favore, ci limitiamo a quelli di matrice locale, cominciando con la senatrice del Pd Rosanna Filippin, bassanese, che ha parlato di una “giornata storica per i diritti in Italia”. La senatrice ha seguito tutto l’iter del ddl, in commissione e in aula del Senato. “A chi fa polemica sul metodo – ha detto la Filippin -, dico di guardare al risultato. Tutti avremmo preferito altre strade, ma non sono state possibili. E non per nostra volontà. Per chi davvero crede in questa legge, e nella nuova pagina per i diritti civili che questa apre, oggi è una bella giornata perché sono state abbattute le discriminazioni e ribadiamo il principio che siamo tutti uguali. Da oggi in Italia tutte le coppie hanno finalmente uguali diritti, compreso quello di amarsi e avere una famiglia. Non si toglie niente a nessuno, ma si dà a chi fino ad oggi si vedeva negati dei diritti riconosciuti ormai in tutti i Paesi avanzati”.

“L’unico rimpianto è lo stralcio dell’articolo 5 che lascia così un vuoto normativo sull’adozione – conclude Filippin -. Un vuoto che proveremo a colmare con la riforma generale di questo istituto. Una riforma che dovrà essere fatta per la tutela dei bambini, rivolta a per tutti e non solo per qualche categoria”. In effetti la legge è incompleta poiché manca la così detta stepchild adoption , ovvero la possibilità di adottare il figlio del partner in una coppia omosessuale, ma è sempre meglio di niente…

Anche il Partito Democratico di Vicenza è intervenuto per commentare il varo della legge, arrivata tanto in ritardo per il nostro Paese che, già l’anno scorso, ricevemmo una condanna dalla Corte europea dei diritti umani proprio per la mancanza di una legge sulle unioni di fatto. Il Pd vicentino parla di una “storica prova di caparbietà” sottolineando che l’approvazione della legge sulle unioni civili è stato “un grande successo del Partito Democratico, che attua, finalmente e pienamente, quanto previsto dall’articolo 3 della nostra Costituzione”.

“Ieri – precisa il segretario cittadino del partito, Enrico Peroni, – è stato una giornata di festa. Ricordo nitidamente i primi convegni sui Pacs, a Vicenza, nel 2004. Era qualcosa d’avanguardia, mentre in Spagna si approvava già il matrimonio egualitario. Per questo il riconoscimento più grande va alle associazioni Lgbt di tutto il Paese. Il risultato di ieri è un punto d’arrivo di una sfida trentennale, ma è anche un punto di partenza per riuscire a garantire pienamente l’eguaglianza di opportunità per tutti i cittadini omosessuali”.

“La sfida – continua Peroni – prosegue con la lotta all’omofobia, in tutti i settori della società. Come democratici vicentini parteciperemo agli eventi organizzati dalle associazioni Lgbt, per continuare il cammino verso una società più giusta. Questa sfida deve passare anche per un proseguimento e un ampliamento delle attività a sostegno delle persone Lgbt di Vicenza, a partire dal lavoro fatto finora con lo sportello. Vicenza è stata, da quando governa il centrosinistra, pioniera e punta avanzata nella difesa dei diritti civili. Dovrà continuare ad esserlo”.

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