Thiene, scoperto giro di prostituzione di donne cinesi

Il continuo via vai di uomini in un appartamento, a Thiene, abitato da ragazze cinesi, aveva destato l’attenzione di alcuni residenti che si sono rivolti alle autorità per segnalare il fatto. E infatti, in quell’abitazione di via Dante, si facevano buoni affari con la prostituzione. Tutto è stato scoperto nella giornata di ieri quando sono stati eseguiti dei controlli dai quali sono emersi annunci postati in internet recanti messaggi del tipo “Thiene, sexy nuovissima ragazza orientale” e il numero di telefono da chiamare. E’ così scattato il blitz, con due agenti in borghese che si sono appostati vicino all’ingresso dell’appartamento.

soldi-in-libro-cineseAlle 16, un uomo è entrato per uscirne circa mezz’ora dopo. Fermato e identificato, l’uomo, un lombardo di 44 anni, ha riferito di trovarsi in zona per motivi di lavoro e di aver consumato un rapporto sessuale con una donna cinese pagandola cento euro. Alle 18 un altro uomo si è presentato in quella casa, uscendo dopo dieci minuti. Padovano di 38 anni, anche lui è stato fermato ed ha riferito la stessa cosa, con la sola variante del prezzo: cinquanta euro. A questo punto gli agenti si sono mossi ed hanno perquisito la casa trovandoci una donna, in abiti succinti, che non parlava una sola parola di italiano.

Sul posto c’erano le tracce dei rapporti appena consumati ed una grande abbondanza di profilattici, che erano ovunque, non solo nel cassetto del comodino ma anche nascosti sotto i cuscini delle sedie e perfino in una bottiglia del latte in frigorifero. Inoltre sono stati trovati olio per massaggi, contenitori per profilattici usati, un armadio con molti vestiti sexy e accessori vari. In un libro cinese sono stati trovati 90 euro e, nascoste in mezzo a volantini pubblicitari, altre banconote per un valore di 1.290 euro. La donna presente nell’appartamento, irregolare in Italia, non aveva documenti ed è stata portata in caserma per il fotosegnalamento. Tramite una interprete si è capito che un’organizzazione faceva alternare le ragazze orientali nell’appartamento.

La cinese ha parlato della presenza di un call center dove i clienti chiamavano e ricevevano le informazioni necessarie. Quando il cliente arrivava la donna del call center chiamava la prostituta dicendole di aprire la porta. Quest’ultima diceva di aver solo due ore libere al giorno e che ogni rapporto doveva durare mezz’ora al massimo. Delle somme ricevute per ogni rapporto poteva tenere solo 20 euro, gli altri soldi doveva custodirli e poi consegnarli al rappresentante dell’organizzazione. L’appartamento è stato sequestrato e ora sono in corso accertamenti per stabilire le varie responsabilità, anche perché non sembra esserci un contratto d’affitto.

Monica Zoppelletto

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