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Tav a Vicenza

Tav Vicenza, il Comune sceglie l’ipotesi più “leggera”

“Da venerdì i cittadini di Vicenza avranno la possibilità di esprimersi sullo scenario progettuale per il passaggio dell’alta capacità alta velocità. È la prima volta in assoluto che il Comune utilizza la consultazione, strumento previsto dallo statuto. Si tratta quindi di un’importante occasione di partecipazione in vista del voto del Consiglio comunale, che dovrà tenere conto del risultato della consultazione. Invito tutti i vicentini a dire la loro su un progetto fondamentale per lo sviluppo futuro della città e del territorio provinciale”.

Sono parole del sindaco di Vicenza, Achille Variati, a proposito della consultazione che dal 3 all’8 giugno coinvolgerà i residenti nel territorio comunale con più di 16 anni di età. Potranno compilare un questionario online sul sito del Comune di Vicenza, accessibile da computer, tablet e smartphone, per dare la propria preferenza ad uno dei due scenari progettuali individuati per il passaggio dell’alta capacità alta velocità a Vicenza, per il potenziamento del sistema dei treni regionali e la realizzazione delle opere complementari riguardanti il trasporto pubblico locale, la mobilità e le opere idrauliche.

Dopo aver ascoltato le osservazioni di cittadini, comitati, gruppi e associazioni nelle assemblee pubbliche ed in vista dell’inizio della consultazione, la giunta ha formalizzato oggi la propria posizione, giudicando migliore lo scenario progettuale alternativo allo studio di fattibilità. “Dal dicembre del 2014 – ha detto il sindaco – sì è ragionato prendendo in considerazione lo studio di fattibilità realizzato su indicazione del Comune di Vicenza, della Regione Veneto e della Camera di commercio e portato all’attenzione del Consiglio comunale che ha dato un parere favorevole corredato da 24 prescrizioni e osservazioni migliorative, al fine di mitigare l’impatto sulla città di un’opera così importante”.

“Lo studio di fattibilità – prosegue Variati – ha avuto il grande merito di riportare al centro dell’attenzione il confronto sul futuro dell’alta capacità alta velocità nel territorio vicentino, dopo anni di discussioni sterili; ma questa ipotesi prevede soluzioni progettuali che, per rispettare le prescrizioni del Consiglio comunale e in seguito a successive analisi tecniche più approfondite da parte di Ferrovie dello Stato attraverso Rfi, si sono rivelate molto più complesse delle previsioni iniziali a causa della normativa nazionale diventata più stringente con deroghe che non possono più essere concesse a differenza del passato. In particolare, per la realizzazione di una nuova stazione in zona Fiera, l’interramento dei binari previsti in zona quartiere Ferrovieri e l’eliminazione del tunnel idraulico/viario previsto dallo studio di fattibilità, è risultato necessario prevedere complessi interventi infrastrutturali, tra i quali la realizzazione di un canale scolmatore del fiume Retrone a sud di Vicenza lungo l’autostrada A4 e l’innalzamento di piazzale Fraccon, con un consistente aumento dei tempi di cantiere e il conseguente maggior impatto sui beni storici e paesaggistici interessati dalla realizzazione delle opere. Queste complicazioni hanno portato, inoltre, a far lievitare le previsioni riguardanti i costi, sollevando anche incognite molto importanti sull’impatto dell’opera sulla città, in particolare per quanto riguarda la cantierizzazione”.

“Dopo aver preso atto di queste difficoltà – continua il sindaco – l’estate scorsa l’amministrazione comunale, sentita la Regione e la Camera di commercio, ha chiesto a Rfi la comparazione fra differenti scenari progettuali per poter valutare lo studio di fattibilità in relazione a opzioni alternative. Rfi ha quindi studiato anche la soluzione progettuale che prevede di mantenere l’attuale stazione in viale Roma, potenziandola per poter accogliere tutti i tipi di treni, con l’aggiunta di una possibile fermata in zona Fiera per i treni regionali e i treni dell’alta capacità alta velocità in occasione di manifestazioni fieristiche, comunicandoci che anche questo senario progettuale, al pari di quello preso in considerazione nello studio di fattibilità, è soddisfacente per le esigenze commerciali del trasporto ferroviario”.

“Considerando che lo scenario progettuale che prevede il mantenimento della stazione di viale Roma, potenziata per accogliere tutti i tipi di treni, secondo l’analisi comparativa di Rfi è, rispetto allo studio di fattibilità, meno impattante per quanto riguarda la complessità dei cantieri, meno costosa (con una spesa di circa un miliardo di euro in meno), potrà essere realizzata in minor tempo (5 anni e 8 mesi contro i 7 anni e 9 mesi dello studio di fattibilità, salvo imprevisti), porterà maggiori benefici al trasporto pubblico cittadino, con la nuova linea di filobus elettrico da Vicenza ovest a Vicenza est passando per il centro città servita da grandi parcheggi satellite, e permetterà la sistemazione dei nodi viari anche ad est, la giunta ha ritenuto migliore lo scenario progettuale alternativo allo studio di fattibilità”.

“Per il potenziamento del sistema dei treni regionali – ha poi concluso Variati -, si ritiene inoltre utile, oltre al mantenimento della stazione in viale Roma, la realizzazione di una fermata in zona Fiera al servizio dell’area ovest della città e dei Comuni limitrofi (Creazzo, Sovizzo, Altavilla etc.), utilizzabile anche per i treni a lunga percorrenza in occasione di particolari eventi fieristici. Per quanto riguarda le conseguenze sulla mobilità, la soluzione alternativa allo studio di fattibilità renderà più facilmente raggiungibile la stazione in zona centrale nelle ore di punta in meno di 6 minuti dalla zona ovest della città, in modo da soddisfare l’obiettivo che la stazione di viale Roma sia al servizio non solo della città, ma dell’intera area metropolitana vicentina. Infine, riteniamo che in quest’ottica il potenziamento del nodo di Vicenza consenta di mantenere e sviluppare investimenti sulla linea Vicenza-Schio e sulla Vicenza-Castelfranco-Treviso molto utili per l’intermodalità locale e non solo”.

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