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Tav a Vicenza, le alternative ci sono!

Visto le problematiche sorte in questi giorni a fronte dell’attuale ipotesi di tracciato proposto dalla nostra amministrazione, come ad esempio gli interventi pesanti sul quartiere dei Ferrovieri e gli abbattimenti non trascurabili nella zona est di Vicenza, perché non pensare a soluzioni che rispettano la dignità dei cittadini e della loro città, e che influiscano in maniera meno pesante sull’attuale debole patrimonio del nostro paese? Perché volersi ostinare a far passare una Alta velocità ferroviaria (velocità 130 – 140, come attualmente avviene nell’attuale traffico) attraverso una città gioiello dell’Unesco?

Andrea Palladio, pseudonimo di Andrea di Pietro della Gondola (Padova, 30 novembre 1508 – Maser, 19 agosto 1580), ci ha lasciato inconsapevolmente un’eredità immensa: ha fatto fregiare la nostra città del titolo di “patrimonio dell’Unesco” ed ora noi suoi immeritevoli eredi vogliamo buttare alle ortiche questo titolo di privilegio che ci apre le porte ad una risorsa essenziale per il nostro territorio: il turismo. Se vogliamo rispettare le condizioni Unesco per mantenere il titolo dobbiamo valutare altre soluzioni quali il sotto-attraversamento della città (già valutato favorevolmente dal Cipe nel 2006 individuando il corridoio, e non la soluzione) o valutare anche il tracciato individuato da Rfi (attualmente pubblicato nel loro sito) che “rispetta” la nostra incantevole città.

Perché dobbiamo devastare un gioiello per ottenere delle fermate Tav che possono essere attuate tranquillamente anche con i due tracciati alternativi testè indicati facendo deviare dal “bivio vicenza” i treni destinati allo stop vicentino, treni che possono poi riprendere la loro corsa e reimmettersi a Grisignano (altro bivio) nel tracciato dell’alta velocità (alta velocità reale e consona forse ai parametri dei progetti europei).

Facciamo dunque le dovute comparazioni tra costi e benefici delle varie soluzioni, ma facciamole includendo anche le spese di abbattimento e risarcimento delle strutture dovute nel caso di quadruplicamento della linea ferroviaria ad est di Vicenza. Facciamo i confronti includendo anche le spese inerenti allo spostamento dell’acquedotto Euganeo Berico che attualmente corre (dimenticato) a fianco del sedime ferroviario attuale il cui spostamento richiede esproprio di altro terreno e che certo non può essere certo “sepolto” dai nuovi binari di quadruplicamento!

Pensiamo all’asilo Battilana, gioiello del quartiere Stanga: vogliamo far vivere i nostri bimbi lungo una via ferrovia foriera di rumore, inquinamento e vibrazioni? Vogliamo una buona volta coinvolgere i cittadini nell’esprimere il loro parere in merito a tale gigantesca opera?  Se facciamo una consultazione, facciamola secondo le regole devono esserci alternative e l’opzione “zero” prevista dalla legge. Facciamola, ma preceduta da una seria informativa, da un serio dibattito e non “nascondendo” parti dello studio di fattibilità come finora è stato fatto! Facciamo una scelta democratica che forse ripagherà in futuro anche le aspettative future dei nostri consiglieri.

Alessandro Francasso

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